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Montevarchi in Marocco per la costruzione di un impianto d'irrigazione

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180310

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Montevarchi in Marocco per la costruzione di un impianto d'irrigazione




MONTEVARCHI IN MAROCCO PER LA COSTRUZIONE DI UN IMPIANTO DI IRRIGAZIONE


Un impianto goccia a goccia in Marocco per lo sviluppo della produzione del cumino e della palma da datteri. Grazie alla collaborazione tra Slow Food per la biodiversità e il Comune di Montevarchi.

MONTEVARCHI (AREZZO) - Nei giorni scorsi si è svolto il viaggio in Marocco di una delegazione di Slow Food Valdarno e del Comune di Montevarchi per la definizione di un accordo per la realizzazione di un impianto goccia a goccia nella città di Alnif per la produzione della palma da dattero e del cumino.
La delegazione era guidata da Luca Fabbri della Fondazione Slow Food per la Biodiversità onlus, mentre per il comune di Montevarchi era presente l'Assessore al turismo e alle attività produttive Moreno Grassi.
Il progetto della costruzione degli impianti goccia a goccia nella zona del deserto, è stato definito grazie ai finanziamenti raccolti da un gruppo di giovani di Slow Food del Valdarno che in pochi mesi, grazie alla loro azione di volontariato, sono riusciti a raccogliere ben 8.000 euro.
Il Comune di Montevarchi ha poi contribuito con la somma di 2.000 euro.
Alnif dista da Marrackesh poco più di 500 km, ma lungo questa distanza all'interno del Marocco durante il viaggio si scoprono paesaggi inimmaginabili.
Dalla neve lungo le alte cime dell'Atlantide, alle distese di ulivi, alle montagne di colore rosso solcate nel fondo valle da oasi di un verde splendente, al deserto roccioso, interrotto ogni tanto da coltivazione di palme, datteri e cumino.
In questi spazi verdi sorgono villaggi di case non finite brulicanti di bambini festosi che giocano scalzi.
Un mondo completamente nuovo per noi occidentali, dove il tempo pare fermarsi, sotto un cielo cristallino di un azzurro purissimo.
Qui la condotta di Slow Food Valdarno, o meglio, il gruppo di giovani valdarnesi che operano in Valdarno all'interno di Slow Food è venuta per realizzare un importante progetto con i produttori locali berberi di Alnif: costruire degli impianti di irrigazione goccia a goccia lungo le coltivazioni di cumino e datteri della zona che riescano ad ampliare la produzione e contenere i consumi di acqua.
Un progetto del costo di € 10.000 per la prima fase, al quale partecipa anche il comune di Montevarchi e che permetterà di realizzare impianti goccia a goccia lungo diversi ettari di terreno reso così coltivabile strappato al deserto.
Scopo del viaggio della delegazione di Slow Food e del Comune di Montevarchi è stato quello di definire gli ultimi dettagli del progetto con la comunità locale marocchina, per dare il via concreto all'iniziativa e permettere da ottobre in poi, quando inizia la coltivazione del cumino, di avere gli impianti già in funzione.
Poi prenderà il via la seconda fase del progetto, che sarà quella della commercializzazione dei prodotti anche all'estero, grazie alla rete di Terra Madre.
Nei tre giorni di visita ad Alnif il gruppo di Slow Food è stato ospite della piccola comunità ed ha avuto modo di conoscere da vicino il modo di vivere della cittadina posta nella zona del deserto roccioso del Marocco.
L'incontro pubblico nella piazza di fronte ai capi della comunità, la visita alle aree produttive dove installare gli impianti, gli incontri con i responsabili istituzionali del territorio, hanno sancito il via al progetto che ora dovrà essere realizzato entro il prossimo mese di giugno.
Il viaggio è poi proseguito verso la città di Rissani, 100 km ancora a sud di Alnif, ai piedi del deserto sabbioso, dove Slow Food ha gettato le basi per concretizzare un progetto riguardante lo sviluppo di alcuni palmeti per la produzione di datteri in aree gestite da alcune cooperative di donne.
Qui il progetto è ancora nella sua fase embrionale, ma l'incontro con il governatore di Rissani e alcuni produttori locali ha posto le basi per un suo evolversi in modo concreto. Un nuovo incontro è stato fissato per ottobre a Torino durante la nuova edizione di Terra Madre dove alcuni produttori della zona di Rissani saranno presenti proprio per definire le modalità di collaborazione con Slow Food.
Intanto nei prossimi giorni partirà da parte di Slow Food e del comune di Montevarchi una lettera inviata al governatore di Rissani per stabilire contatti ufficiali.
L'idea è di realizzare in questa terra un presidio sulla produzione del dattero per favorire lo sviluppo e la commercializzazione di questo importante prodotto che può dare lavoro a migliaia di uomini e donne marocchine.
Giovedì 18 Marzo 2010
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Incapervinca
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