Connessione
AVVISO
Questo è un sito composto da un forum che contiene una raccolta di notizie pubblicate nel web principalmente sul Marocco.
Il forum è generico, di lettura, approfondimento e intrattenimento.
Gli utenti registrati possono commentare ed usufruire della ricerca avanzata.
La community Italiana in Marocco è gestita gratuitamente e non ha scopo di lucro.
Non si danno informazioni turistiche né di altro genere.
E' vietata la pubblicità
Grazie per la visita.Ultimi argomenti
Chi è in linea
In totale ci sono 12 utenti in linea :: 0 Registrato, 0 Nascosto e 12 Ospiti Nessuno
Il numero massimo degli utenti in linea è stato 113 il 19.12.10 19:49
Statistiche
Abbiamo 289 membri registratiL'ultimo utente registrato è castino
I nostri membri hanno inviato un totale di 5477 messaggi in 4150 argomenti
Seguimi su Twitter
Il forum Italiana in Marocco sostiene questo sito sull’autismo e la Sindrome di Asperger
Disclaimer
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
Se doveste riconoscere del materiale di vostra proprietà non esitate a contattarci per rimuoverlo o per richiedere il legittimo riconoscimento.
Gli articoli pubblicati potrebbero non riflettere l'opinione dei gestori del sito. Avvisi viaggiare sicuri
Gli italiani e il turismo sessuale
Pagina 1 su1 • Condividere •
260110
Gli italiani e il turismo sessuale
Turismo sessuale in crescita Nuova meta: Europa dell' Est
Dieci milioni di bambini sfruttati L' attenzione degli Stati Marco Scarpati (Ecpat Italia): «Da parte di alcuni Paesi c' è più attenzione al fenomeno, ma i cacciatori si sono fatti più furbi»
Nove milioni di bambine, un milione di ragazzini. Un giro d' affari da 250 miliardi. Ottantamila viaggiatori - giovani, colti, reddito medio - che ogni anno lasciano l' Italia (salda in testa alle classifiche dei predatori) a caccia di sesso proibito. Cifre così enormi da sembrare inventate. Invece sono i dati del nuovo rapporto che oggi Ecpat Italia presenterà alla Bit, la Borsa internazionale del turismo di Milano. L' occasione: lanciare una campagna e dare il via, con Astoi (Associazione tour operator italiani), al progetto internazionale Offenders Beware!. «Perché a un anno di distanza, qualcosa è cambiato: i cacciatori si sono fatti furbi. E colpiscono sempre più vicino, anche in Europa». Marco Scarpati, avvocato e docente universitario, si dedica da anni alla difesa dei diritti dei bambini. È il presidente di Ecpat Italia (www. ecpat.it), sezione nazionale di una rete diffusa in 70 Paesi. Scarpati era a Rio, in novembre, per il III Congresso mondiale sullo sfruttamento sessuale dei minori. «E lì si è visto come da parte di alcuni Stati ci sia più attenzione al fenomeno». Il trend globale, però, sembra ancora in crescita. Scarpati precisa: «Bisogna valutare il rapporto tra numeri "oscuri" e casi venuti allo scoperto. Questi ultimi sì, sono aumentati; portiamo avanti da anni indagini e attività di formazione...». È anche vero, però, che se la rete della giustizia stringe le maglie, i predatori sanno trovare mille scappatoie per scivolare, liberi, in mare aperto. Perché le strategie si affinano, anche nella scelta dei luoghi. Via dalle rotte tradizionali, verso mete in cui ci siano forze dell' ordine pronte a chiudere un occhio, genitori ignari, albergatori compiacenti. Soprattutto, povertà diffusa. E l' Europa, da area di provenienza, è diventata terreno di caccia. La Repubblica Ceca, per esempio, «è ormai nota per il numero spaventoso di materiale pedopornografico che arriva in Rete». Qui la mappa della vergogna segue una linea quasi retta, dal confine tedesco fino a Jachymov, passando per Cheb e Karlovy-Vary. Lungo le autostrade E48 ed E49, nelle stazioni di servizio e alle fermate dei bus, le donne esibiscono i propri figli, i protettori gettano sulla strada i ragazzini; «Ce lo segnalano perfino i camionisti...». I clienti: tedeschi e austriaci, italiani, qualche americano. Il prezzo: dai 5 ai 25 euro. «In Russia settentrionale, la situazione è la stessa». San Pietroburgo, Vyborg. Qui la prassi, con i bimbi di strada che vivono stordendosi di droghe, è sesso in cambio di dosi. «E poi, dietro l' angolo, c' è il Marocco: una meta storica, dove i problemi economici si sommano all' intolleranza verso l' omosessualità. Perfino su Facebook ci sono adolescenti marocchini con foto ammiccanti». E gli orchi ne approfittano. «Il turista sessuale ormai sa in quali Paesi la polizia fa più accertamenti, e applica un approccio ragionato. Evita gli hotel, magari prende casa; si ferma per mesi, "coltiva" le vittime e le famiglie, rientra in patria solo per il visto. Non più turista, ma "turnista" del sesso. In Thailandia ce ne sono tantissimi». E chi si è stancato di Pattaya e dintorni, può sempre fare un salto a Bali o in Cambogia, in Vietnam o in Laos (dove Ecpat, a dicembre, ha creato il primo centro per vittime di sfruttamento sessuale); ma anche in Africa, o in America Latina. «Grazie ai sistemi di polizia europea, ora è possibile lavorare sui frequent flyers, cercando di capire perché all' improvviso alcune città diventino "popolari". E si scopre che hanno aperto un hotel condiscendente, un bordello...». Scarpati non fa nomi, «non vogliamo aiutare i sex tourists, che già sanno passarsi informazioni su canali difficili da intercettare. In alcuni casi, i poliziotti stessi si sono dovuti fingere pedofili». Ci sono altri numeri, nel rapporto Ecpat, che fanno orrore solo a pensarli. Sono le conseguenze più visibili e strazianti degli abusi commessi da adulti che sfogano sul corpo di chi non sa difendersi il loro desiderio di proibito. Trecentomila nuovi casi di Hiv all' anno. Quattro milioni e mezzo di bambini infettati da Papilloma virus, 500.000 da epatite C, in Paesi dove un attacco di diarrea è spesso fatale. Oltre 2 milioni di aborti. Un milione 640 mila tentativi di suicidio. Due milioni e mezzo di stupri (come se, in questa fiaba nera, ogni rapporto sessuale non fosse di per sé una violenza). Bisognerebbe saper moltiplicare per mille, centomila, un milione il viso dei propri figli, nipoti, fratelli, per comprendere la portata di queste cifre. In Italia, però, qualcosa si muove. «Molto, per la verità. Il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, sta dedicando parecchia attenzione al tema; è stata a Rio con una task force di funzionari e poliziotti. E sta realizzando il piano d' azione su cui ci eravamo impegnati a Stoccolma, nel ' 96...». C' è, però, un problema. Che va sotto il nome di disegno di legge sulle intercettazioni. Scarpati, avvocato, conosce a memoria gli atti dei processi ai sex tourists. «E non ricordo un' indagine dove il telefono non sia stato fondamentale. È impossibile aspettare di avere altri elementi per agire. Non stiamo parlando di un furto di mele, ma di bambini: ogni giorno in più è un giorno di morte». Per questo, le associazioni del settore hanno lanciato «un appello, che consegneremo all' inizio della prossima settimana. Chiunque voglia unirsi, contatti Ecpat. Non è un problema politico; vogliamo solo che sia concesso alla magistratura di mandare in galera i pedofili». Per non far crescere, ancora, le statistiche dell' orrore. Ga. Ja.
Jacomella Gabriela
http://archiviostorico.corriere.it
Dieci milioni di bambini sfruttati L' attenzione degli Stati Marco Scarpati (Ecpat Italia): «Da parte di alcuni Paesi c' è più attenzione al fenomeno, ma i cacciatori si sono fatti più furbi»
Nove milioni di bambine, un milione di ragazzini. Un giro d' affari da 250 miliardi. Ottantamila viaggiatori - giovani, colti, reddito medio - che ogni anno lasciano l' Italia (salda in testa alle classifiche dei predatori) a caccia di sesso proibito. Cifre così enormi da sembrare inventate. Invece sono i dati del nuovo rapporto che oggi Ecpat Italia presenterà alla Bit, la Borsa internazionale del turismo di Milano. L' occasione: lanciare una campagna e dare il via, con Astoi (Associazione tour operator italiani), al progetto internazionale Offenders Beware!. «Perché a un anno di distanza, qualcosa è cambiato: i cacciatori si sono fatti furbi. E colpiscono sempre più vicino, anche in Europa». Marco Scarpati, avvocato e docente universitario, si dedica da anni alla difesa dei diritti dei bambini. È il presidente di Ecpat Italia (www. ecpat.it), sezione nazionale di una rete diffusa in 70 Paesi. Scarpati era a Rio, in novembre, per il III Congresso mondiale sullo sfruttamento sessuale dei minori. «E lì si è visto come da parte di alcuni Stati ci sia più attenzione al fenomeno». Il trend globale, però, sembra ancora in crescita. Scarpati precisa: «Bisogna valutare il rapporto tra numeri "oscuri" e casi venuti allo scoperto. Questi ultimi sì, sono aumentati; portiamo avanti da anni indagini e attività di formazione...». È anche vero, però, che se la rete della giustizia stringe le maglie, i predatori sanno trovare mille scappatoie per scivolare, liberi, in mare aperto. Perché le strategie si affinano, anche nella scelta dei luoghi. Via dalle rotte tradizionali, verso mete in cui ci siano forze dell' ordine pronte a chiudere un occhio, genitori ignari, albergatori compiacenti. Soprattutto, povertà diffusa. E l' Europa, da area di provenienza, è diventata terreno di caccia. La Repubblica Ceca, per esempio, «è ormai nota per il numero spaventoso di materiale pedopornografico che arriva in Rete». Qui la mappa della vergogna segue una linea quasi retta, dal confine tedesco fino a Jachymov, passando per Cheb e Karlovy-Vary. Lungo le autostrade E48 ed E49, nelle stazioni di servizio e alle fermate dei bus, le donne esibiscono i propri figli, i protettori gettano sulla strada i ragazzini; «Ce lo segnalano perfino i camionisti...». I clienti: tedeschi e austriaci, italiani, qualche americano. Il prezzo: dai 5 ai 25 euro. «In Russia settentrionale, la situazione è la stessa». San Pietroburgo, Vyborg. Qui la prassi, con i bimbi di strada che vivono stordendosi di droghe, è sesso in cambio di dosi. «E poi, dietro l' angolo, c' è il Marocco: una meta storica, dove i problemi economici si sommano all' intolleranza verso l' omosessualità. Perfino su Facebook ci sono adolescenti marocchini con foto ammiccanti». E gli orchi ne approfittano. «Il turista sessuale ormai sa in quali Paesi la polizia fa più accertamenti, e applica un approccio ragionato. Evita gli hotel, magari prende casa; si ferma per mesi, "coltiva" le vittime e le famiglie, rientra in patria solo per il visto. Non più turista, ma "turnista" del sesso. In Thailandia ce ne sono tantissimi». E chi si è stancato di Pattaya e dintorni, può sempre fare un salto a Bali o in Cambogia, in Vietnam o in Laos (dove Ecpat, a dicembre, ha creato il primo centro per vittime di sfruttamento sessuale); ma anche in Africa, o in America Latina. «Grazie ai sistemi di polizia europea, ora è possibile lavorare sui frequent flyers, cercando di capire perché all' improvviso alcune città diventino "popolari". E si scopre che hanno aperto un hotel condiscendente, un bordello...». Scarpati non fa nomi, «non vogliamo aiutare i sex tourists, che già sanno passarsi informazioni su canali difficili da intercettare. In alcuni casi, i poliziotti stessi si sono dovuti fingere pedofili». Ci sono altri numeri, nel rapporto Ecpat, che fanno orrore solo a pensarli. Sono le conseguenze più visibili e strazianti degli abusi commessi da adulti che sfogano sul corpo di chi non sa difendersi il loro desiderio di proibito. Trecentomila nuovi casi di Hiv all' anno. Quattro milioni e mezzo di bambini infettati da Papilloma virus, 500.000 da epatite C, in Paesi dove un attacco di diarrea è spesso fatale. Oltre 2 milioni di aborti. Un milione 640 mila tentativi di suicidio. Due milioni e mezzo di stupri (come se, in questa fiaba nera, ogni rapporto sessuale non fosse di per sé una violenza). Bisognerebbe saper moltiplicare per mille, centomila, un milione il viso dei propri figli, nipoti, fratelli, per comprendere la portata di queste cifre. In Italia, però, qualcosa si muove. «Molto, per la verità. Il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, sta dedicando parecchia attenzione al tema; è stata a Rio con una task force di funzionari e poliziotti. E sta realizzando il piano d' azione su cui ci eravamo impegnati a Stoccolma, nel ' 96...». C' è, però, un problema. Che va sotto il nome di disegno di legge sulle intercettazioni. Scarpati, avvocato, conosce a memoria gli atti dei processi ai sex tourists. «E non ricordo un' indagine dove il telefono non sia stato fondamentale. È impossibile aspettare di avere altri elementi per agire. Non stiamo parlando di un furto di mele, ma di bambini: ogni giorno in più è un giorno di morte». Per questo, le associazioni del settore hanno lanciato «un appello, che consegneremo all' inizio della prossima settimana. Chiunque voglia unirsi, contatti Ecpat. Non è un problema politico; vogliamo solo che sia concesso alla magistratura di mandare in galera i pedofili». Per non far crescere, ancora, le statistiche dell' orrore. Ga. Ja.
Jacomella Gabriela
http://archiviostorico.corriere.it

Incapervinca- Admin
-
Numero di messaggi: 5492
Data d'iscrizione: 22.04.09
Località: Marocco
Permesso del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum

» Marocco: Ministro, più esportazioni mercati arabi e africani
» Sviluppo caotico e ricchezza per pochi
» Marocco: azienda call center Intelcia si espande in Francia
» Progetto Loukkos, fibra ottica tra Spagna e Marocco
» Spagna: aumentano migranti dal Magreb, meno sub-sahariani
» Une vague de froid polaire frappe le Maroc
» Nouvelles émeutes à Taza, 150 blessés
» Sex-toys, plaisir (presque) interdit des Marocains
» Marocco: "Le village" storico locale gay a Casablanca