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Il Mazzococco arrivato dal Marocco sta decimando i pini italiani
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191109
Il Mazzococco arrivato dal Marocco sta decimando i pini italiani
Pdl denuncia: 'Presto il Monteferrato sara' spoglio'
| 18/11/2009 - Paesaggio spettrale sul Monteferrato di Prato, dove i pini che lo ricoprono sono decimati da una malattia inesorabile. Un insetto, il Mazzococco feytaudi, arrivato con legname infetto anni fa dalle alture del Marocco, ha gia' ridotto a scheletro molti esemplari. Nell'arco di dieci anni c'e' da vedere scomparire tutti i pini marittimi, una specie di pianta particolarmente resistente, l'unica in grado di crescere sul manto roccioso del Monteferrato, dove vennero piantati nel lontano 1840. In alcune zone si e' raggiunta gia' una mortalita' del 90%. Con un'interpellanza congiunta, Cosimo Zecchi, consigliere comunale del Pdl a Montemurlo, e Sergio Toccafondi, consigliere provinciale del Pdl, interrogano i rispettivi assessori per sapere cosa stanno facendo per arginare la situazione, che potrebbe estendersi a tutto il territorio con gravi danni per la flora, la fauna e probabilmente perl'assetto idrogeologico. 'Inoltre vorremmo sensibilizzare le nostre amministrazioni dicono i consiglieri del Pdl - per una mobilitazione straordinaria, volta a salvare il Monteferrato che e' una risorsa naturale per tutta la popolazione'. Dato che una disinfestazione efficace comporterebbe troppe gravi conseguenze per tutto l'ambiente, il Centro di scienze naturali porta avanti da qualche anno uno studio sperimentale in Italia per cercare di fermare il processo. Oltre 200 piccole piante immunoresistenti a questa malattia sono state piantate all'interno di una parte del parco di Galceti. La speranza e' che possano trasferire le proprie difese anche agli altri esemplari. Si tratta pero di un processo molto lungo: occorreranno piu' di dieci anni per vedere gli effetti di questo progetto. Le speranze insomma sono ridotte al lumicino. [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] |
Ultima modifica di Incapervinca il 09.07.10 13:13, modificato 1 volta

Incapervinca- Admin
-
Numero di messaggi: 5492
Data d'iscrizione: 22.04.09
Località: Marocco
Il Mazzococco arrivato dal Marocco sta decimando i pini italiani :: Commenti
10/12/2009 -
Il grido d'allarme del Monteferrato di Prato ha scosso le istituzioni.
Ci sono voluti anni, ma alla fine e' stato convocato dalla Provincia un tavolo di lavoro per concordare come agire rispetto alla malattia che sta decimando i pini marittimi, che lo ricoprono. Attorno ad uno stesso tavolo si sono seduti esperti e rappresentanti degli enti locali, alla presenza dei privati, che detengono la maggior parte degli ettari dell'area protetta (su 500 ettari, 450 sono di privati). I pini sono letteralmente decimati da una malattia, provocata da un insetto, giunto in Italia diversi anni fa con legname infetto proveniente dalle alture del Marocco. Questo parassita ha colpito anche altre zone della Toscana e non da' scampo ai pini. L'assessore provinciale al territorio, Alessio Beltrame, che ha promosso l'incontro, non ritiene tardiva la convocazione del tavolo. Ritiene importante che la Provincia abbia per la prima volta organizzato un vertice sul tema. L'obiettivo, per l'assessore, e' di arrivare nell'arco di tutto il 2010 a mettere a punto un progetto unitario per decidere come affrontare il problema. L'intento e' quello di contenere il piu' possibile i costi, coinvolgendo anche i provati, e di ottenere fondi dalla Regione che rientrano nel piano di sviluppo rurale. Per il consigliere del Pdl, all'opposizione, Sergio Toccafondi, che ha sollevato in Provincia il problema, 'il convegno e' tardivo ed i fondi, per affrontare il problema della malattia che ha gia' stravolto il Monteferrato, potevano essere reperiti prima'.
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Il grido d'allarme del Monteferrato di Prato ha scosso le istituzioni.
Ci sono voluti anni, ma alla fine e' stato convocato dalla Provincia un tavolo di lavoro per concordare come agire rispetto alla malattia che sta decimando i pini marittimi, che lo ricoprono. Attorno ad uno stesso tavolo si sono seduti esperti e rappresentanti degli enti locali, alla presenza dei privati, che detengono la maggior parte degli ettari dell'area protetta (su 500 ettari, 450 sono di privati). I pini sono letteralmente decimati da una malattia, provocata da un insetto, giunto in Italia diversi anni fa con legname infetto proveniente dalle alture del Marocco. Questo parassita ha colpito anche altre zone della Toscana e non da' scampo ai pini. L'assessore provinciale al territorio, Alessio Beltrame, che ha promosso l'incontro, non ritiene tardiva la convocazione del tavolo. Ritiene importante che la Provincia abbia per la prima volta organizzato un vertice sul tema. L'obiettivo, per l'assessore, e' di arrivare nell'arco di tutto il 2010 a mettere a punto un progetto unitario per decidere come affrontare il problema. L'intento e' quello di contenere il piu' possibile i costi, coinvolgendo anche i provati, e di ottenere fondi dalla Regione che rientrano nel piano di sviluppo rurale. Per il consigliere del Pdl, all'opposizione, Sergio Toccafondi, che ha sollevato in Provincia il problema, 'il convegno e' tardivo ed i fondi, per affrontare il problema della malattia che ha gia' stravolto il Monteferrato, potevano essere reperiti prima'.
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A La Spezia i viali della città sono caratterizzati da alberi presenti fin dalla fine dell'ottocento. Dalle fotografie dell'epoca li vediamo intrecciati sulla strada come una galleria. Questi alberi fanno parte della storia della città e ora stanno per scomparire. Dall'ultima potatura alcuni alberi sono inesorabilmente seccati diventando pericolosi per la cittadinanza.
Da qualche giorno quindi si è proceduto al taglio completo di quelli malati, perché di malattia si tratta. Parlando con un addetto alla potatura ci dice che questi alberi sono stati attaccati da muffe e parassiti e l'unico modo per evitare il contagio è eliminare tutti gli elementi malati.
Questa è la realtà spezzina che coinvolge anche le palme oltre ai platani, ma nell'entroterra sono stati attaccati anche pini marittimi e castagni.
La vegetazione ligure è proprio caratterizzata da questo tipo di alberi e se facciamo caso è già da un pezzo che compaiono macchie di colore giallo rosso di foglie secche nei boschi, ingiustamente frainteso con gli effetti degli incendi.
La prospettiva è devastante, ma pare non riguardi solo la Liguria.
La notizia di parassiti che attaccano la vegetazione è già stata diffusa dai primi dell'anno. Il problema riguarda tutto il Mediterraneo e riguarda varie tipologie di parassita, il matsucoccus attacca i pini marittimi, proviene dal Marocco e ha già devastato la Francia; il cinipide galligeno i castagni, i platani invece sono attaccati da una muffa che ne ostruisce i canali linfatici, mentre il così detto 'punteruolo rosso' che ha origini asiatiche, pare essere arrivato da noi negli anni novanta attaccando principalmente le palme.
Per evitare il contagio occorre molta attenzione sia nel fare la cura che nel recidere completamente la pianta. In altri casi vengono inseriti nella pianta i predatori di questi insetti. Questi provvedimenti però hanno dei costi e quindi è difficile contrastare il fenomeno su tutto il territorio, soprattutto nelle zone boschive. Le piante muoiono e pian piano vengono sostituite dagli arbusti, mentre le città probabilmente saranno costrette a cambiare volto. La sostituzione con altre piante è ancora troppo rischiosa per il contagio. In molte regioni la popolazione è stata istruita per segnalare la presenza di questi parassiti, perché basta anche solo un albero infetto per far persistere l'epidemia.
Le autorità fanno il possibile per provvedere mentre la natura in uno dei suoi inesorabili modi fa il suo corso costringendoci al cambiamento.
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Da qualche giorno quindi si è proceduto al taglio completo di quelli malati, perché di malattia si tratta. Parlando con un addetto alla potatura ci dice che questi alberi sono stati attaccati da muffe e parassiti e l'unico modo per evitare il contagio è eliminare tutti gli elementi malati.
Questa è la realtà spezzina che coinvolge anche le palme oltre ai platani, ma nell'entroterra sono stati attaccati anche pini marittimi e castagni.
La vegetazione ligure è proprio caratterizzata da questo tipo di alberi e se facciamo caso è già da un pezzo che compaiono macchie di colore giallo rosso di foglie secche nei boschi, ingiustamente frainteso con gli effetti degli incendi.
La prospettiva è devastante, ma pare non riguardi solo la Liguria.
La notizia di parassiti che attaccano la vegetazione è già stata diffusa dai primi dell'anno. Il problema riguarda tutto il Mediterraneo e riguarda varie tipologie di parassita, il matsucoccus attacca i pini marittimi, proviene dal Marocco e ha già devastato la Francia; il cinipide galligeno i castagni, i platani invece sono attaccati da una muffa che ne ostruisce i canali linfatici, mentre il così detto 'punteruolo rosso' che ha origini asiatiche, pare essere arrivato da noi negli anni novanta attaccando principalmente le palme.
Per evitare il contagio occorre molta attenzione sia nel fare la cura che nel recidere completamente la pianta. In altri casi vengono inseriti nella pianta i predatori di questi insetti. Questi provvedimenti però hanno dei costi e quindi è difficile contrastare il fenomeno su tutto il territorio, soprattutto nelle zone boschive. Le piante muoiono e pian piano vengono sostituite dagli arbusti, mentre le città probabilmente saranno costrette a cambiare volto. La sostituzione con altre piante è ancora troppo rischiosa per il contagio. In molte regioni la popolazione è stata istruita per segnalare la presenza di questi parassiti, perché basta anche solo un albero infetto per far persistere l'epidemia.
Le autorità fanno il possibile per provvedere mentre la natura in uno dei suoi inesorabili modi fa il suo corso costringendoci al cambiamento.
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