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Ben Jelloun: tradito da politica senza umanità di Sarkozy

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050910

Messaggio 

Ben Jelloun: tradito da politica senza umanità di Sarkozy




Lo scrittore: Un capo dello stato non può fomentare l'odio
Roma, 4 set. (Apcom) - E' una lettera accorata quella che lo scrittore franco-marocchino Tahar Ben Jelloun scrive oggi su Repubblica, rivolgendosi al presidente Nicolas Sarkozy. La possibile revoca della nazionalità francese ai responsabili di reati gravi, di cui ha parlato l'inquilino dell'Eliseo a Grenoble, rappresenta una minaccia alla "mia nazionalità francese", scrive Ben Jelloun. "Ma in quelle parole vedo un attacco contro le fondamenta stesse del paese, contro la sua costituzione. E questo non è ammissibile in una democrazia, in uno stato di diritto come la Francia, che rimane malgrado tutto il paese dei diritti umani", aggiunge lo scrittore. Secondo Ben Jelloun "un capo dello Stato non dovrebbe reagire con i suoi umori, in maniera viscerale", "non è un cittadino qualsiasi che può permettersi di dire qualunque cosa gli venga in mente". "Quali che siano i valori, di destra o di sinistra, sostenuti dal partito da cui proviene, il capo dello Stato, in quanto eletto a suffragio universale, dev'essere il presidente di tutti i francesi. Compresi quelli di origine straniera", afferma Ben Jelloun. "Spetta alla giustizia" dare "una risposta ferma" ai reati, insiste lo scrittore. Ma i loro autori "vanno giudicati indipendentemente dalla loro origine e religione, o dal colore della loro pelle. Altrimenti si cade nell'apartheid", sottolinea Ben Jelloun. "E' più facile suscitare la diffidenza, o magari l'odio per lo straniero, che promuovere il rispetto reciproco. Ma un capo di stato non è un poliziotto d'alto rango. E' il magistrato supremo della nazione. Il garante della giustizia e dello Stato di diritto. E in quanto tale deve essere irreprensibile, sia nei comportamenti che nelle parole", precisa lo scrittore.

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