Connessione
AVVISO
Questo è un sito composto da un forum che contiene una raccolta di notizie pubblicate nel web principalmente sul Marocco.
Il forum è generico, di lettura, approfondimento e intrattenimento.
Gli utenti registrati possono commentare ed usufruire della ricerca avanzata.
La community Italiana in Marocco è gestita gratuitamente e non ha scopo di lucro.
Non si danno informazioni turistiche né di altro genere.
E' vietata la pubblicità
Grazie per la visita.Ultimi argomenti
Chi è in linea
In totale ci sono 14 utenti in linea :: 0 Registrato, 0 Nascosto e 14 Ospiti Nessuno
Il numero massimo degli utenti in linea è stato 113 il 19.12.10 19:49
Statistiche
Abbiamo 289 membri registratiL'ultimo utente registrato è castino
I nostri membri hanno inviato un totale di 5477 messaggi in 4150 argomenti
Seguimi su Twitter
Il forum Italiana in Marocco sostiene questo sito sull’autismo e la Sindrome di Asperger
Disclaimer
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
Se doveste riconoscere del materiale di vostra proprietà non esitate a contattarci per rimuoverlo o per richiedere il legittimo riconoscimento.
Gli articoli pubblicati potrebbero non riflettere l'opinione dei gestori del sito. Avvisi viaggiare sicuri
Le spose-bambine dell'Atlante
Pagina 1 su1 • Condividere •
050910
Le spose-bambine dell'Atlante
Le spose-bambine dell'Atlas
In molti villaggi del Medio-Atlas, come Anfgou, Imilchil e Tounfit, bambine di 7 anni sono date in matrimonio con una semplice lettura della Fathia (formula del Corano per i matrimoni religiosi) e iniziano a procreare all’apparizione delle loro prime mestruazioni. In queste regioni del Marocco è l’Ôrf che comprova l’avvenuto matrimonio; il Codice della Famiglia, la Moudawana, è superbamente ignorato. Questa forma di schiavismo pedofilo ha delle conseguenze molto forti: violenza, scolarizzazione azzerata, ripudio, bambini non riconosciuti quindi senza diritti legali. Anfgou è un douar che conta circa 300 famiglie. Questo piccolo villaggio, arroccato sulla catena dell’Atlas è uscito dall’anonimato nel 2007 quando un ondata di freddo anomalo aveva causato la morte di una ventina di persone, donne e bambini in primis. Anfgou divenne allora il simbolo del Marocco profondo, dimenticato e arcaico. Oggi il villaggio non è più isolato, alcune strade di collegamento sono state costruite e si raggiunge tranquillamente sia Imchil che Tounfit con bus e auto. Alcune infrastrutture sono state costruite sia a livello sociale che sanitario; un laboratorio artigianale di falegnameria è stato inaugurato, cosi’ come una piccola scuola. Ma la precarietà è palpabile.E’ in questo villaggio a 41 km da Imilchil che i volontari della Fondazione Ytto hanno deciso di piantare le loro tende per procedere ad una campagna di sensibilizzazione e di regolarizzazione dei matrimoni “tradizionali”, molto frequenti nella regione. Campagna a cui si sono unite altre Associazioni tra cui la AEDH (Associazione per l’educazione ai Diritti Umani). Nel mese di aprile 2010 si decise, a livello governativo, di prolungare di cinque anni l’articolo 16 del Codice della Famiglia, che permette alle coppie sposate in ambito tradizionale di regolarizzare la loro situazione. L’articolo 16 ha creato molte resistenze da parte del consiglio dei Joumouê delle tribù presenti nella regione. Secondo questi “saggi” se “una ragazza arriva all’età di 14 anni e non ha ancora trovato marito, è la fine per lei, è cosi’ da noi”. Due anni fa un matrimonio collettivo nella regione ha visto 94 bambine/ragazze dai 7 ai 17 anni date in spose ai contendenti. Le ragioni? “E’ la povertà che spinge le persone a questo genere di cerimonie e le ragazze generalmente sono molto più giovani” precisa il capo degli Joumouê. l Codice della Famiglia, voluto fermamente da SAR Mohammed VI, proibisce il matrimonio prima dei 18 anni e, sola eccezione, è necessaria una autorizzazione del giudice per avvallare il matrimonio prima dei 15 anni sino ai 18 compiuti (nel 2006 il 90% dei matrimoni tra minorenni sono stati dichiarati validi). E’ chiaro: la rivoluzione voluta dal Codice non ha avuto gli effetti sperati, dopo oltre sei anni dalla data di avvio della nuova Moudawana (Legge di Famiglia). Codici ancestrali sono presenti a tutt’oggi in Marocco e se si è contrari, si viene espulsi dalle tribù di appartenenza. Nessuno parlerà più con questi “ribelli” e meno ancora saranno avviati commerci cercando inoltre di espropriare i loro terreni.La Fondazione Ytto ha riempito 128 dossier di regolarizzazione ,dossier che contengono le storie, a volte ignobili, di queste bambine/spose. Come quella di una ragazza sposata per ben tre volte, con due bambini (non riconosciuti per la legge) avuti dai due precedenti matrimoni, che per vedere convalidato dallo sceicco il terzo matrimonio è obbligata a risposarsi e a divorziare con i primi due, divorziare dall’attuale e risposarlo. Storie che fanno piombare il Marocco nel Medioevo più profondo, a discapito delle grandi e belle città turistiche, moderne e tecnologiche, sparse per il Paese.
A Tamaloute, ragazze con meno di 18 anni, sposate e divorziate rappresentano la maggioranza del villaggio. “Avranno difficoltà a trovare marito perchè non sono più vergini”, dicono al villaggio. Molti uomini, non più giovani, confidano che si sono sposati con la semplice lettura della Fatiha per ben dieci volte e ogni volta hanno passato non più di un mese con le loro spose/bambine. Un modo per cambiare patner in tutta legalità, legalità religiosa si intende. La maggiorparte di queste spose/bambine divorziate si riducono a diventare prostitute o a mendicare per le strade delle grandi città, ripudiate da tutti perchè non più vergini e con bambini a carico. La regione di Imilchil non è la sola toccata da questa pratica ancestrale. Nelle provincie di Béni-Mellal e Azilal, nei douars di Tamda Noumerside, Aît Mhamed e Aît Abbas, i matrimoni secondo l’Ôrf, Ôrfi come lo chiamano in queste regioni, sono innumerevoli. Centinaia di dossiers sono in attesa di regolarizzazione presso i tribunali di Midelt, Errachidia e Azilal. Ci si chiede come fare per sdradicare questa medioevale e barbara usanza religiosa e la sola risposta è quella di un cambio di mentalità, avvinandosi ai villaggi e parlare spiegando i cambiamenti in corso nelle società civili. Una vera stategia che includa anche i dipartimenti ministeriali (Interno, Giustizia, Sviluppo Sociale) per arrivare ad una legalizzazione di questi “sans papier” dell’Atlas, mantenendo fermo il principio di condanna per tutti quei matrimoni stipulati in età minore senza un ponderato e serio avvallo giuridico e civile.
Credits: La Vieéco – Telquel – Le Matin
http://myamazighen.wordpress.com/
In molti villaggi del Medio-Atlas, come Anfgou, Imilchil e Tounfit, bambine di 7 anni sono date in matrimonio con una semplice lettura della Fathia (formula del Corano per i matrimoni religiosi) e iniziano a procreare all’apparizione delle loro prime mestruazioni. In queste regioni del Marocco è l’Ôrf che comprova l’avvenuto matrimonio; il Codice della Famiglia, la Moudawana, è superbamente ignorato. Questa forma di schiavismo pedofilo ha delle conseguenze molto forti: violenza, scolarizzazione azzerata, ripudio, bambini non riconosciuti quindi senza diritti legali. Anfgou è un douar che conta circa 300 famiglie. Questo piccolo villaggio, arroccato sulla catena dell’Atlas è uscito dall’anonimato nel 2007 quando un ondata di freddo anomalo aveva causato la morte di una ventina di persone, donne e bambini in primis. Anfgou divenne allora il simbolo del Marocco profondo, dimenticato e arcaico. Oggi il villaggio non è più isolato, alcune strade di collegamento sono state costruite e si raggiunge tranquillamente sia Imchil che Tounfit con bus e auto. Alcune infrastrutture sono state costruite sia a livello sociale che sanitario; un laboratorio artigianale di falegnameria è stato inaugurato, cosi’ come una piccola scuola. Ma la precarietà è palpabile.E’ in questo villaggio a 41 km da Imilchil che i volontari della Fondazione Ytto hanno deciso di piantare le loro tende per procedere ad una campagna di sensibilizzazione e di regolarizzazione dei matrimoni “tradizionali”, molto frequenti nella regione. Campagna a cui si sono unite altre Associazioni tra cui la AEDH (Associazione per l’educazione ai Diritti Umani). Nel mese di aprile 2010 si decise, a livello governativo, di prolungare di cinque anni l’articolo 16 del Codice della Famiglia, che permette alle coppie sposate in ambito tradizionale di regolarizzare la loro situazione. L’articolo 16 ha creato molte resistenze da parte del consiglio dei Joumouê delle tribù presenti nella regione. Secondo questi “saggi” se “una ragazza arriva all’età di 14 anni e non ha ancora trovato marito, è la fine per lei, è cosi’ da noi”. Due anni fa un matrimonio collettivo nella regione ha visto 94 bambine/ragazze dai 7 ai 17 anni date in spose ai contendenti. Le ragioni? “E’ la povertà che spinge le persone a questo genere di cerimonie e le ragazze generalmente sono molto più giovani” precisa il capo degli Joumouê. l Codice della Famiglia, voluto fermamente da SAR Mohammed VI, proibisce il matrimonio prima dei 18 anni e, sola eccezione, è necessaria una autorizzazione del giudice per avvallare il matrimonio prima dei 15 anni sino ai 18 compiuti (nel 2006 il 90% dei matrimoni tra minorenni sono stati dichiarati validi). E’ chiaro: la rivoluzione voluta dal Codice non ha avuto gli effetti sperati, dopo oltre sei anni dalla data di avvio della nuova Moudawana (Legge di Famiglia). Codici ancestrali sono presenti a tutt’oggi in Marocco e se si è contrari, si viene espulsi dalle tribù di appartenenza. Nessuno parlerà più con questi “ribelli” e meno ancora saranno avviati commerci cercando inoltre di espropriare i loro terreni.La Fondazione Ytto ha riempito 128 dossier di regolarizzazione ,dossier che contengono le storie, a volte ignobili, di queste bambine/spose. Come quella di una ragazza sposata per ben tre volte, con due bambini (non riconosciuti per la legge) avuti dai due precedenti matrimoni, che per vedere convalidato dallo sceicco il terzo matrimonio è obbligata a risposarsi e a divorziare con i primi due, divorziare dall’attuale e risposarlo. Storie che fanno piombare il Marocco nel Medioevo più profondo, a discapito delle grandi e belle città turistiche, moderne e tecnologiche, sparse per il Paese.

A Tamaloute, ragazze con meno di 18 anni, sposate e divorziate rappresentano la maggioranza del villaggio. “Avranno difficoltà a trovare marito perchè non sono più vergini”, dicono al villaggio. Molti uomini, non più giovani, confidano che si sono sposati con la semplice lettura della Fatiha per ben dieci volte e ogni volta hanno passato non più di un mese con le loro spose/bambine. Un modo per cambiare patner in tutta legalità, legalità religiosa si intende. La maggiorparte di queste spose/bambine divorziate si riducono a diventare prostitute o a mendicare per le strade delle grandi città, ripudiate da tutti perchè non più vergini e con bambini a carico. La regione di Imilchil non è la sola toccata da questa pratica ancestrale. Nelle provincie di Béni-Mellal e Azilal, nei douars di Tamda Noumerside, Aît Mhamed e Aît Abbas, i matrimoni secondo l’Ôrf, Ôrfi come lo chiamano in queste regioni, sono innumerevoli. Centinaia di dossiers sono in attesa di regolarizzazione presso i tribunali di Midelt, Errachidia e Azilal. Ci si chiede come fare per sdradicare questa medioevale e barbara usanza religiosa e la sola risposta è quella di un cambio di mentalità, avvinandosi ai villaggi e parlare spiegando i cambiamenti in corso nelle società civili. Una vera stategia che includa anche i dipartimenti ministeriali (Interno, Giustizia, Sviluppo Sociale) per arrivare ad una legalizzazione di questi “sans papier” dell’Atlas, mantenendo fermo il principio di condanna per tutti quei matrimoni stipulati in età minore senza un ponderato e serio avvallo giuridico e civile.
Credits: La Vieéco – Telquel – Le Matin
http://myamazighen.wordpress.com/

Incapervinca- Admin
-
Numero di messaggi: 5492
Data d'iscrizione: 22.04.09
Località: Marocco
Permesso del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum

» Marocco: Ministro, più esportazioni mercati arabi e africani
» Sviluppo caotico e ricchezza per pochi
» Marocco: azienda call center Intelcia si espande in Francia
» Progetto Loukkos, fibra ottica tra Spagna e Marocco
» Spagna: aumentano migranti dal Magreb, meno sub-sahariani
» Une vague de froid polaire frappe le Maroc
» Nouvelles émeutes à Taza, 150 blessés
» Sex-toys, plaisir (presque) interdit des Marocains
» Marocco: "Le village" storico locale gay a Casablanca