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Islam: velo vietato a Disneyland, impiegata musulmana fa causa

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200810

Messaggio 

Islam: velo vietato a Disneyland, impiegata musulmana fa causa




Los Angeles, 19 ago. - (Adnkronos/Aki) - Un'impiegata musulmana di Disneyland ha citato in giudizio il famoso parco di divertimenti della California per averle vietato di servire i clienti indossando il velo islamico. Imane Boudal, hostess di 26 anni, diversi mesi fa aveva chiesto ai suoi datori di lavoro del Gran Californian Hotel di Disneyland di poter indossare il velo islamico. Siccome la risposta non arrivava, l'impiegata ha deciso di coprirsi comunque il capo in occasione dell'inizio del mese sacro di Ramadan, l'11 agosto, come spiega un portavoce del sindacato dei lavoratori, Leigh Shelton.
A questo punto, la "Disney ha detto alla Boudlal che se voleva lavorare come hostess doveva togliere il suo hijab perche' questo non si adeguava al 'Look Disney'", ha detto Shelton in un comunicato. La "Disney ha quindi avvisato la Boudlal che se non si fosse rifiutata di togliere il suo hijab, avrebbe potuto lavorare in una posizione dove i clienti non avrebbero potuto vederla, oppure andarsene a casa'', si legge ancora sul comunicato.
La Boudlal ha rifiutato il compromesso e ha deciso di portare la Disney di fronte alla Commissione per le pari opportunita' degli Stati Uniti, un'agenzia federale che si occupa delle discriminazioni sul posto di lavoro. ''La loro offerta di mettermi nel retro e' stata umiliante - dice la donna in un comunicato -. Loro mi stavano dicendo che siccome sono araba, siccome sono marocchina, siccome sono una musulmana, non volevano farmi vedere in pubblico''.

Incapervinca
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Islam: velo vietato a Disneyland, impiegata musulmana fa causa :: Commenti

Messaggio il 20.08.10 21:37 Da Incapervinca

La compagnia: le abbiamo proposto un posto
lontano dai clienti

LOS ANGELES
Mandata a casa senza paga perché si rifiutava di togliersi il velo a lavoro. E' successo a una donna musulmana che lavora come cameriera allo "Storytellers Cafè", un locale californiano di proprietà della Disney. Imane Boudlal, questo il suo nome, ha presentato alla Commissione statunitense per le pari opportunità una querela per discriminazione contro il colosso dell'intrattenimento. A riportare la notizia è il "Los Angeles Times"

Imane è stata assunta dal locale due anni e mezzo fa, ma solo domenica scorsa, in occasione dell'inizio del Ramadan, ha provato per la prima volta a indossare l'hijab durante il suo turno. La cosa, però, non è piaciuta ai suoi superiori, che le hanno chiesto di toglierselo o, in alternativa, di svolgereun compito lontano dai clienti.

Mercoledì, subito dopo aver sporto denuncia, la giovane musulmana, scortata questa volta da fotografi e giornalisti, ha provato per la quarta volta ad andare a lavoro col il velo, ricevendo l'ennesimo rifiuto. Ad attenderla all'uscita del locale c'erano decine di persone accorse per esprimere la propria solidarietà.

«Mi hanno mandato a casa» ha dichiarato alla stampa la cameriera «Ma penso comunque che oggi sia il mio giorno fortunato perchè ci sono qui i miei amici e molte altre persone che mi appoggiano».

Suzi Brown, portavoce della Disney, ha fatto sapere che alla donna non è stata tolta affatto l'opportunità di lavorare: «Come nei giorni scorsi, anche questa volta le abbiamo proposto un posto che non richieda il contatto diretto con i clienti». La ragazza musulmana, con indosso il suo gilet da lavoro arancione e verde, una camicia a maniche lunghe e il velo bianco in testa, ha replicato decisa: «Non voglio nascondermi».

Imane, di nascita marocchina, ma di cittadinanza americana, aveva chiesto già a giugno il permesso di indossare il velo, ma le era stato risposto che ogni "modifica all'uniforme" doveva essere prima approvata dalla compagnia. Per i mesi successivi il suo capo ha rimandato la questione, dicendole che chi di dovere stava ancora considerando il suo caso.

La settimana scorsa la ragazza è stata convocata dall'ufficio del personale, che le ha proposto delle soluzioni alternative al velo, come quella di indossare un cappello. La Brown ha spiegato: «Ogni tipo di lavoro ha la sua divisa e non si può cambiare. E poi ci sono molti impiegati che indossano indumenti religiosi "dietro le quinte", quindi non è stata trattata in modo ingiusto». La portavoce ha concluso dicendo che, comunque, si sta facendo tutto il possibile per venire incontro alle richieste della dipendente.

Durante una conferenza stampa convocata di fronte al ristorante, l'avvocato della donna, Ameena Qazi, ha lanciato alla multinazionale un messaggio: «Consiglio a quelli della Disney di farsi giro su una delle loro giostre, chiamata "It's a small world", che celebra la diversità umana. Imane non fa altro che rappresentare quella stessa diversità»
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201008articoli/57775girata.asp

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