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Verona, assalto al Consolato del Marocco, abbattuto il cancello
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200810
Verona, assalto al Consolato del Marocco, abbattuto il cancello
Assalto al consolato, abbattuto il cancello
STRANIERI. Scoppia il caos in via Torricelli. Le richieste di documenti sono in aumento, gli uffici devono far fronte alla carenza di personale legata anche alle ferie
Ressa di immigrati marocchini per i passaporti
Nella concitazione ferito anche un bambino
Il diplomatico: «Ma diamo una risposta a tutti»
Troppa gente accalcata, troppa gente arrabbiata e uno spintone dopo l'altro l'inferriata va giù. Urla, gente che passa sopra ad altri in una babele di corpi ammassati anche oltre quell'inferriata in un serpentone coperto da una tettoia di latta fatta apposta per riparare dal sole e dalla pioggia. È il caos più totale, sul posto arriva la polizia.
Batte forte il sole e picchia sulle teste dei marocchini arrivati da Udine, da Bolzano, da Trento fin dall'alba. Sono qui in via Torricelli, al consolato del Marocco. Ufficio alla frontiera deputato per mezzo nord Italia al rilascio di passaporti e carta di identità biomagnetici ed elettronici.
È dalle cinque del mattino che sono qui, nonostante il Ramadan, sono arrivati a Verona chi con i figli, chi con le mogli incinte. Tutti in coda e quando alle 9 il cancello non si schiude ancora la tensione inizia a salire alle stelle. Gli uffici aprono alle dieci in questo periodo proprio perchè per rispettare il Ramadan, mese sacro per ogni musulmano praticante, di giorno non si mangia e non si beve, fino al calar del sole e quindi tutto viene spostato più avanti. Si va a letto dopo, ci si alza dopo. Non è una decisione del consolato retto da M'hamed El Hilali, console generale del regno del Marocco a Verona. È una decisione voluta dal sovrano per permettere ai sudditi di riacquistare le forze perdute durante il digiuno diurno.
Ogni giorno a questo consolato arrivano fino a 300 o 400 persone. Dentro negli uffici, come lo stesso console sottolinea ci sono 16 dipendenti e qualcuno, siccome è agosto anche per loro, è andato in vacanza.
Ma chi è in fila fuori di vacanze, orari ridotti e quant'altro non vuole sentire parlare. Centinaia di chilometri in alcuni casi per arrivare, ore o ore sotto il sole, intruppati come in un carro bestiame poi fino ad arrivare a varcare la soglia degli uffici. E dentro all'improvviso la musica cambia. Il primo step è all'ufficio immatricolazione. Il marocchino che entra per la prima volta al consolato deve registrarsi. Gli viene dato un numero che lo seguirà sempre nel suo passaporto e in altri documenti. La prima volta la trafila è lunga, poi si viaggia più spediti. La sala è piena di gente composta che guarda la tv e aspetta il proprio turno. Poi ci sono la sala della registrazione dei neonati, dove vengono rilasciati gli atti di nascita. Quindi quella per il passaporto, semi deserta e quella per la carta di identità.
Fuori la gente protesta per la fila, un nonno denuncia che il nipotino s'è fatto male alla testa perchè gli hanno sbattuto una porta in faccia e adesso si trova in osservazione in ospedale, ci si lamenta perchè i bagni all'interno del consolato sono stati chiusi e non c'è la possibilità di bere un goccio d'acqua.
Su al terzo piano il console affronta questa grana cercando di tenere la calma. A distanza di pochi minuti gli sono piombate a terra un'inferriata e una cronista nell'ufficio. Lui, da statistica dirige il miglior consolato d'Europa per numero di pratiche evase. Lui è già stato al consolato del regno di Marocco in Belgio, in Francia e in Spagna sottolinea che i connazionali sono «geneticamente agitati e fanno fatica a rispettare le leggi e l'ordine». Ma dal canto suo monsieur El Hilali è più che tranquillo, dalla sua ha i dati e li snocciola come un muezzin salmodia i versi del corano.
«Da aprile ad oggi abbiamo emesso 5.400 vecchi passaporti, 8.400 di quelli biometrici, 7 mila carte di identità elettroniche e registrato 1.200 atti di nascita», dice il console, «il resto sono soltanto le proteste di pochi, magari di chi vuole dar vita a un'associazione e chiede di essere accreditato. O di chi pretende favoritismi che noi gli neghiamo», dice il console, che aggiunge: «Nessuno di noi si attiene all'orario di lavoro nudo e crudo, tutti lavorano più tempo. È vero che in questi giorni gli uffici aprono alle dieci, ma altrettanto vero è che restano aperti fino alla sera senza dar bado agli orari. E nessuno viene mandato via senza aver trovato una risposta», dice il console, «se, come spesso accade i nostri connazionali arrivano con i documenti sbagliati viene loro fissato un appuntamento. Ci sono dei limiti tecnici. Per esempio per la carta di identità ne possiamo rilasciare 60 al giorno, di più è impossibile registrarne e non per assenza di volontà da parte nostra, ma perchè nel sistema non si può inserire oltre».
Il console assicura che l'emergenza di ieri è dovuta a una serie di ragioni: l'apertura tarda dettata dal Ramandan, il sovrapporsi delle ferie del personale, una grossa affluenza di connazionali nonostante il mese di vacanza, ma il consolato di Verona resta tra i più operativi, dati alla mano, d'Europa. Ça va sans dire.
http://www.larena.it/stories/Cronaca/175922_assalto_al_consolato_abbattuto_il_cancello/
STRANIERI. Scoppia il caos in via Torricelli. Le richieste di documenti sono in aumento, gli uffici devono far fronte alla carenza di personale legata anche alle ferie
Ressa di immigrati marocchini per i passaporti
Nella concitazione ferito anche un bambino
Il diplomatico: «Ma diamo una risposta a tutti»
Troppa gente accalcata, troppa gente arrabbiata e uno spintone dopo l'altro l'inferriata va giù. Urla, gente che passa sopra ad altri in una babele di corpi ammassati anche oltre quell'inferriata in un serpentone coperto da una tettoia di latta fatta apposta per riparare dal sole e dalla pioggia. È il caos più totale, sul posto arriva la polizia.
Batte forte il sole e picchia sulle teste dei marocchini arrivati da Udine, da Bolzano, da Trento fin dall'alba. Sono qui in via Torricelli, al consolato del Marocco. Ufficio alla frontiera deputato per mezzo nord Italia al rilascio di passaporti e carta di identità biomagnetici ed elettronici.
È dalle cinque del mattino che sono qui, nonostante il Ramadan, sono arrivati a Verona chi con i figli, chi con le mogli incinte. Tutti in coda e quando alle 9 il cancello non si schiude ancora la tensione inizia a salire alle stelle. Gli uffici aprono alle dieci in questo periodo proprio perchè per rispettare il Ramadan, mese sacro per ogni musulmano praticante, di giorno non si mangia e non si beve, fino al calar del sole e quindi tutto viene spostato più avanti. Si va a letto dopo, ci si alza dopo. Non è una decisione del consolato retto da M'hamed El Hilali, console generale del regno del Marocco a Verona. È una decisione voluta dal sovrano per permettere ai sudditi di riacquistare le forze perdute durante il digiuno diurno.
Ogni giorno a questo consolato arrivano fino a 300 o 400 persone. Dentro negli uffici, come lo stesso console sottolinea ci sono 16 dipendenti e qualcuno, siccome è agosto anche per loro, è andato in vacanza.
Ma chi è in fila fuori di vacanze, orari ridotti e quant'altro non vuole sentire parlare. Centinaia di chilometri in alcuni casi per arrivare, ore o ore sotto il sole, intruppati come in un carro bestiame poi fino ad arrivare a varcare la soglia degli uffici. E dentro all'improvviso la musica cambia. Il primo step è all'ufficio immatricolazione. Il marocchino che entra per la prima volta al consolato deve registrarsi. Gli viene dato un numero che lo seguirà sempre nel suo passaporto e in altri documenti. La prima volta la trafila è lunga, poi si viaggia più spediti. La sala è piena di gente composta che guarda la tv e aspetta il proprio turno. Poi ci sono la sala della registrazione dei neonati, dove vengono rilasciati gli atti di nascita. Quindi quella per il passaporto, semi deserta e quella per la carta di identità.
Fuori la gente protesta per la fila, un nonno denuncia che il nipotino s'è fatto male alla testa perchè gli hanno sbattuto una porta in faccia e adesso si trova in osservazione in ospedale, ci si lamenta perchè i bagni all'interno del consolato sono stati chiusi e non c'è la possibilità di bere un goccio d'acqua.
Su al terzo piano il console affronta questa grana cercando di tenere la calma. A distanza di pochi minuti gli sono piombate a terra un'inferriata e una cronista nell'ufficio. Lui, da statistica dirige il miglior consolato d'Europa per numero di pratiche evase. Lui è già stato al consolato del regno di Marocco in Belgio, in Francia e in Spagna sottolinea che i connazionali sono «geneticamente agitati e fanno fatica a rispettare le leggi e l'ordine». Ma dal canto suo monsieur El Hilali è più che tranquillo, dalla sua ha i dati e li snocciola come un muezzin salmodia i versi del corano.
«Da aprile ad oggi abbiamo emesso 5.400 vecchi passaporti, 8.400 di quelli biometrici, 7 mila carte di identità elettroniche e registrato 1.200 atti di nascita», dice il console, «il resto sono soltanto le proteste di pochi, magari di chi vuole dar vita a un'associazione e chiede di essere accreditato. O di chi pretende favoritismi che noi gli neghiamo», dice il console, che aggiunge: «Nessuno di noi si attiene all'orario di lavoro nudo e crudo, tutti lavorano più tempo. È vero che in questi giorni gli uffici aprono alle dieci, ma altrettanto vero è che restano aperti fino alla sera senza dar bado agli orari. E nessuno viene mandato via senza aver trovato una risposta», dice il console, «se, come spesso accade i nostri connazionali arrivano con i documenti sbagliati viene loro fissato un appuntamento. Ci sono dei limiti tecnici. Per esempio per la carta di identità ne possiamo rilasciare 60 al giorno, di più è impossibile registrarne e non per assenza di volontà da parte nostra, ma perchè nel sistema non si può inserire oltre».
Il console assicura che l'emergenza di ieri è dovuta a una serie di ragioni: l'apertura tarda dettata dal Ramandan, il sovrapporsi delle ferie del personale, una grossa affluenza di connazionali nonostante il mese di vacanza, ma il consolato di Verona resta tra i più operativi, dati alla mano, d'Europa. Ça va sans dire.
http://www.larena.it/stories/Cronaca/175922_assalto_al_consolato_abbattuto_il_cancello/

Incapervinca- Admin
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Verona, assalto al Consolato del Marocco, abbattuto il cancello :: Commenti
L'«ASSALTO» AL CONSOLATO. Decisa presa di posizione dopo la bagarre in via Torricelli
Il vice della Consulta: «Più rispetto per la bandiera e il nostro Stato» Chiesto un confronto con il diplomatico per gestire le emergenze
La cancellata del consolato marocchino divelta da alcune persone durante il parapiglia
Le intemperanze di alcuni cittadini marocchini della scorsa settimana davanti al consolato del Marocco che si trova in via Torricelli, hanno suscitato le reazioni di alcune associazioni di maghrebini.
Le associazioni dei cittadini marocchini residenti in Veneto hanno espresso «indignazione» per gli episodi avvenuti pochi giorni fa all'esterno del consolato del Marocco a Verona dove, a causa dell'elevato numero stranieri giunti per il rilascio di documenti d'identità, si erano registrate intemperanze culminate con l'abbattimento di un'inferriata.
La posizione delle associazioni marocchine è stata espressa da Abdallah Khezraji, vicepresidente della Consulta regionale per l'immigrazione: «Essendo territorio marocchino all'interno di un altro Stato», ha rilevato Khezraji, «davanti alla bandiera marocchina bisogna sempre mantenere un atteggiamento di grande rispetto. Per questi motivi siamo vicini al personale del consolato, il cui lavoro, secondo noi e secondo i primi risultati, è abbastanza organizzato e di qualità». Khezraji ha inoltre reso noto che è stato chiesto un incontro formale con il console M'hamed El Hilali, «per pensare insieme a come affrontare e gestire certe emergenze che portano una pubblicità negativa sia al Marocco che ai marocchini che vivono in Italia». Da parte sua il console aveva richiamato i suoi concittadini all'ordine e al rispetto della bandiera del loro Stato, quando la settimana scorsa dopo una coda di svariate ore in strada e poi sotto una pensilina, alcuni di loro non avevano esitato a scardinare parte della recinzione del consolato. Alcuni per bypassare la coda s'erano poi lanciati all'interno del cortile da uno spazio ricavato nell'inferriata in cui prima esisteva una bacheca che era stata divelta. sul posto era intervenuta anche la questura che aveva inviato personale della Digos e alcune volanti. Il console El Hilali nell'occasione aveva chiesto una maggiore collaborazione alle forze di polizia locali in quanto il consolato non può fare ordine pubblico fuori dai cancelli, dove si verificano eventuali proteste e intemperanze, perchè in effetti, all'interno del consolato, anche il giorno delle proteste, tutti erano diventati agnellini. A breve è previsto anche un aumento del personale al consolato.A.V.
http://www.larena.it
Il vice della Consulta: «Più rispetto per la bandiera e il nostro Stato» Chiesto un confronto con il diplomatico per gestire le emergenze
La cancellata del consolato marocchino divelta da alcune persone durante il parapiglia Le intemperanze di alcuni cittadini marocchini della scorsa settimana davanti al consolato del Marocco che si trova in via Torricelli, hanno suscitato le reazioni di alcune associazioni di maghrebini.
Le associazioni dei cittadini marocchini residenti in Veneto hanno espresso «indignazione» per gli episodi avvenuti pochi giorni fa all'esterno del consolato del Marocco a Verona dove, a causa dell'elevato numero stranieri giunti per il rilascio di documenti d'identità, si erano registrate intemperanze culminate con l'abbattimento di un'inferriata.
La posizione delle associazioni marocchine è stata espressa da Abdallah Khezraji, vicepresidente della Consulta regionale per l'immigrazione: «Essendo territorio marocchino all'interno di un altro Stato», ha rilevato Khezraji, «davanti alla bandiera marocchina bisogna sempre mantenere un atteggiamento di grande rispetto. Per questi motivi siamo vicini al personale del consolato, il cui lavoro, secondo noi e secondo i primi risultati, è abbastanza organizzato e di qualità». Khezraji ha inoltre reso noto che è stato chiesto un incontro formale con il console M'hamed El Hilali, «per pensare insieme a come affrontare e gestire certe emergenze che portano una pubblicità negativa sia al Marocco che ai marocchini che vivono in Italia». Da parte sua il console aveva richiamato i suoi concittadini all'ordine e al rispetto della bandiera del loro Stato, quando la settimana scorsa dopo una coda di svariate ore in strada e poi sotto una pensilina, alcuni di loro non avevano esitato a scardinare parte della recinzione del consolato. Alcuni per bypassare la coda s'erano poi lanciati all'interno del cortile da uno spazio ricavato nell'inferriata in cui prima esisteva una bacheca che era stata divelta. sul posto era intervenuta anche la questura che aveva inviato personale della Digos e alcune volanti. Il console El Hilali nell'occasione aveva chiesto una maggiore collaborazione alle forze di polizia locali in quanto il consolato non può fare ordine pubblico fuori dai cancelli, dove si verificano eventuali proteste e intemperanze, perchè in effetti, all'interno del consolato, anche il giorno delle proteste, tutti erano diventati agnellini. A breve è previsto anche un aumento del personale al consolato.A.V.
http://www.larena.it
Il Comune si appella al console generale del Regno del Marocco, M'Hamed El Hilalim, chiedendogli di risolvere il problema delle centinaia di cittadini marocchini che stazionano in strada vicino alla sede del consolato, in via Torricelli, in Zai, competente per le Regioni Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.
L'assessore alle circoscrizioni Marco Padovani ha scritto una lettera al console «in seguito alle numerose lamentele ricevute dai cittadini veronesi residenti nella zona di via Torricelli», dice, riferendo delle «centinaia di persone che stazionano rumorosamente per ore in coda in via Torricelli fino a tarda sera».
L'assessore, citando le segnalazioni dei cittadini, «fa sapere poi nelle lettera che «mercoledì 18 agosto la situazione è degenerata al punto che alcuni degli utenti del suo consolato», precisa, rivolgendosi al Console El Hilalim, «hanno sradicato parte della cancellata messa a protezione del cortile. Pur riconoscendo il diritto del suo consolato di esercitare le proprie irrinunciabili funzioni e quello dei cittadini marocchini di usufruire dei servizi offerti dal consolato stesso, si ritiene che le stesse possano svolgersi nel rispetto dell'altrettanto irrinunciabile diritto dei residenti a vivere in tranquillità».
Padovani aggiunge che «la preoccupazione che i residenti mi hanno manifestato e
di cui mi sto facendo interprete rischia di aggravarsi con la ripresa delle attività economiche e produttive nella zona e con l'aumentare del traffico veicolare a conclusione delle ferie estive».
L'assessore al decentramento, esponente del Pdl ex Alleanza nazionale, conclude quindi la lettera invitando il console a fargli conoscere «quali soluzioni intenda adottare il suo consolato per risolvere il grave problema dello stazionamento di centinaia di utenti in una via di intenso traffico e con la vicinanza di numerosi edifici residenziali, al fine di poter rassicurare i residenti che si sono a me rivolti».
http://www.larena.it
L'assessore alle circoscrizioni Marco Padovani ha scritto una lettera al console «in seguito alle numerose lamentele ricevute dai cittadini veronesi residenti nella zona di via Torricelli», dice, riferendo delle «centinaia di persone che stazionano rumorosamente per ore in coda in via Torricelli fino a tarda sera».
L'assessore, citando le segnalazioni dei cittadini, «fa sapere poi nelle lettera che «mercoledì 18 agosto la situazione è degenerata al punto che alcuni degli utenti del suo consolato», precisa, rivolgendosi al Console El Hilalim, «hanno sradicato parte della cancellata messa a protezione del cortile. Pur riconoscendo il diritto del suo consolato di esercitare le proprie irrinunciabili funzioni e quello dei cittadini marocchini di usufruire dei servizi offerti dal consolato stesso, si ritiene che le stesse possano svolgersi nel rispetto dell'altrettanto irrinunciabile diritto dei residenti a vivere in tranquillità».
Padovani aggiunge che «la preoccupazione che i residenti mi hanno manifestato e
di cui mi sto facendo interprete rischia di aggravarsi con la ripresa delle attività economiche e produttive nella zona e con l'aumentare del traffico veicolare a conclusione delle ferie estive».
L'assessore al decentramento, esponente del Pdl ex Alleanza nazionale, conclude quindi la lettera invitando il console a fargli conoscere «quali soluzioni intenda adottare il suo consolato per risolvere il grave problema dello stazionamento di centinaia di utenti in una via di intenso traffico e con la vicinanza di numerosi edifici residenziali, al fine di poter rassicurare i residenti che si sono a me rivolti».
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C'è chi l'ha attaccato come il presidente della Consulta regionale per l'immigrazione di Treviso e chi lo difende come Saadia, un'altra associazione che si occupa di problematiche legate a cittadini marocchini in Italia.
Il console e il consolato maghrebino continuano a tenere banco.
«Sarebbe perfino troppo semplice se per risolvere situazioni, a volte anche complesse, bastasse abbattere qualche cancello. Lo sforzo non è semplice, ma la garanzia della felice conclusione della questione la si ha solo con il fattivo contributo di tutti», dice Samira Chabib, la presidente locale di Saadia, dopo la protesta della settimana scorsa di alcuni connazionali in coda davanti al consolato di via Torricelli. La protesta era sfociata in un atto vandalico ed era stata divelta parte della cancellata a recinzione del consolato.
«Come spesso capita anche il consolato marocchino a Verona, all'inizio della sua attività, ha registrato delle difficoltà di funzionamento che però, grazie al dialogo ed alla disponibilità al confronto dello stesso console, sono in buona parte superate ed ora la situazione, nel suo complesso, è di certo migliorata. Sono rimasti dei problemi, soprattutto all'esterno della struttura dovuti principalmente al comportamento di alcune persone che, approfittando della scarsa conoscenza delle procedure da parte di chi si rivolge al consolato, colgono l'occasione per attività non corrette ed anche al limite della legalità», continua Chabib, «c'è chi si accredita come esperto e conoscitore degli iter burocratici e fornisce informazioni non sempre corrette e, a volte, pure a pagamento; chi si presenta come in possesso di speciali accrediti presso gli uffici tali da garantire la migliore conclusione della pratica e chi, abusivamente, assicura il servizio di taxi, vista la dislocazione decentrata e non collegata della struttura (l'altro giorno la polizia locale ha denunciato un abusivo ndr). È una situazione che può degenerare».
Ma il potere del console si ferma al cancello del consolato.
«Per tutto ciò che succede fuori dalla recinzione, non ha né la possibilità e né l'autorità per un qualsiasi intervento. Qui la competenza tocca alle autorità italiane che hanno il compito di garantire l'ordine pubblico. La repressione di qualsiasi comportamento illecito spetta alla questura ed alla polizia municipale, mentre il collegamento tra la città ed il consolato di via Torricelli va garantito con un adeguato servizio di trasporto pubblico. Al consolato, comunque, è disponibile l'intero elenco delle associazioni accreditate e chi lo richiede lo può avere», conclude Chabib.
larena.it
Il console e il consolato maghrebino continuano a tenere banco.
«Sarebbe perfino troppo semplice se per risolvere situazioni, a volte anche complesse, bastasse abbattere qualche cancello. Lo sforzo non è semplice, ma la garanzia della felice conclusione della questione la si ha solo con il fattivo contributo di tutti», dice Samira Chabib, la presidente locale di Saadia, dopo la protesta della settimana scorsa di alcuni connazionali in coda davanti al consolato di via Torricelli. La protesta era sfociata in un atto vandalico ed era stata divelta parte della cancellata a recinzione del consolato.
«Come spesso capita anche il consolato marocchino a Verona, all'inizio della sua attività, ha registrato delle difficoltà di funzionamento che però, grazie al dialogo ed alla disponibilità al confronto dello stesso console, sono in buona parte superate ed ora la situazione, nel suo complesso, è di certo migliorata. Sono rimasti dei problemi, soprattutto all'esterno della struttura dovuti principalmente al comportamento di alcune persone che, approfittando della scarsa conoscenza delle procedure da parte di chi si rivolge al consolato, colgono l'occasione per attività non corrette ed anche al limite della legalità», continua Chabib, «c'è chi si accredita come esperto e conoscitore degli iter burocratici e fornisce informazioni non sempre corrette e, a volte, pure a pagamento; chi si presenta come in possesso di speciali accrediti presso gli uffici tali da garantire la migliore conclusione della pratica e chi, abusivamente, assicura il servizio di taxi, vista la dislocazione decentrata e non collegata della struttura (l'altro giorno la polizia locale ha denunciato un abusivo ndr). È una situazione che può degenerare».
Ma il potere del console si ferma al cancello del consolato.
«Per tutto ciò che succede fuori dalla recinzione, non ha né la possibilità e né l'autorità per un qualsiasi intervento. Qui la competenza tocca alle autorità italiane che hanno il compito di garantire l'ordine pubblico. La repressione di qualsiasi comportamento illecito spetta alla questura ed alla polizia municipale, mentre il collegamento tra la città ed il consolato di via Torricelli va garantito con un adeguato servizio di trasporto pubblico. Al consolato, comunque, è disponibile l'intero elenco delle associazioni accreditate e chi lo richiede lo può avere», conclude Chabib.
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