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Facebook choc, privacy violata per 100 milioni di utenti
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Facebook choc, privacy violata per 100 milioni di utenti
Link al proprio profilo, nomi e cognomi e altri elementi di identificazione resi pubblici tramite Facebook: sono questi alcuni dei dati personali di oltre 100 milioni di iscritti al social network che un esperto di sicurezza ha raccolto in unico file e messo a disposizione di tutti gli internauti attraverso popolari siti di file sharing. Come riportato dall'edizione on line della BBC, Ron Bowles, ricercatore per la Skull Security, ha utilizzato un pezzo di codice per effettuare una sorta di scansione dei profili di Facebook e raccogliere tutte quelle informazioni che gli utenti hanno classificato come 'pubblichè sul social network.
L'esperto spiega che ha messo on line l'elenco così ottenuto per evidenziare la complessità del concetto di privacy su un sito come Facebook. Tra l'altro il documento è stato scaricato già da più di mille persone attraverso Pirate Bay, noto sito per la condivisione di file basato sul peer-to-peer. La replica del social network fondato da Mark Zuckerberg, che da poco ha raggiunto il traguardo del mezzo miliardo di iscritti, non si è fatta attendere. «Le informazioni contenute nell'elenco erano classificate come 'pubblichè - spiega Facebook in una nota -. Gli utenti hanno il diritto di condividere cosa vogliono, con chi e quando. In questo caso le informazioni raccolte dal singolo ricercatore erano dati che le persone avevano condiviso come 'pubblichè sul proprio profilo ed erano già accessibili con i motori di ricerca come Google o Bing, nonchè sullo stesso Facebook». Insomma nessuna violazione della privacy, secondo il social network, perchè non si tratta di informazioni che gli utenti avevano 'protettò. Tuttavia, rimarca l'associazione Privacy International, l'episodio mette in luce «la confusione sulle opzioni per la privacy» disponibili sul social network.
affaritaliani
L'esperto spiega che ha messo on line l'elenco così ottenuto per evidenziare la complessità del concetto di privacy su un sito come Facebook. Tra l'altro il documento è stato scaricato già da più di mille persone attraverso Pirate Bay, noto sito per la condivisione di file basato sul peer-to-peer. La replica del social network fondato da Mark Zuckerberg, che da poco ha raggiunto il traguardo del mezzo miliardo di iscritti, non si è fatta attendere. «Le informazioni contenute nell'elenco erano classificate come 'pubblichè - spiega Facebook in una nota -. Gli utenti hanno il diritto di condividere cosa vogliono, con chi e quando. In questo caso le informazioni raccolte dal singolo ricercatore erano dati che le persone avevano condiviso come 'pubblichè sul proprio profilo ed erano già accessibili con i motori di ricerca come Google o Bing, nonchè sullo stesso Facebook». Insomma nessuna violazione della privacy, secondo il social network, perchè non si tratta di informazioni che gli utenti avevano 'protettò. Tuttavia, rimarca l'associazione Privacy International, l'episodio mette in luce «la confusione sulle opzioni per la privacy» disponibili sul social network.
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