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Wikileaks svela la 'vera' guerra in Afghanistan

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280710

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Wikileaks svela la 'vera' guerra in Afghanistan




Casa Bianca: "Minacciata sicurezza nazionale"
Il portale Internet ha rivelato alcune informazioni riservate relative al conflitto. Il consigliere Usa per la sicurezza: "Possono mettere a rischio la vita degli americani e dei nostri alleati". Il Pakistan respinge le accuse. Karzai: "Nulla di nuovo"

WASHINGTON - È la più grande fuga di notizie della storia militare americana: notizie che parlano di civili morti e di cui non si è saputo nulla, di un'unità segreta incaricata di 'uccidere o fermare' qualsiasi talebano anche senza processo, delle basi di partenza in Nevada dei droni Reaper (aerei senza piloti), della collaborazione tra i servizi segreti pakistani (Isi) e i talebani. Questo e molto di più, sugli archivi segreti della guerra in Afghanistan, è svelato da Wikileaks - il portale Internet creato per pubblicare documenti riservati - al New York Times, al Guardian e al Der Spiegel. E subito la Casa Bianca ha espresso una 'dura condanna' per la diffusione di informazioni che possono minacciare la sicurezza del Paese e degli alleati. I tre organi di stampa che hanno accettato di pubblicare le informazioni lo hanno fatto, hanno spiegato, perché i dati sarebbero stati diffusi su Internet: "La maggior parte delle relazioni è rappresentata da documenti di routine banali, ma molti hanno un impatto rilevante su una guerra che dura quasi da nove anni", ha detto il New York Times, mentre il britannico Guardian afferma che i documenti, che rivelano il numero crescente di civili uccisi dalle forze della coalizione e dai talebani, "danno un'immagine devastante della guerra e del suo stato di fallimento in Afghanistan".

Sei anni di guerra
. Il periodo considerato va dal gennaio 2004 al dicembre 2009, sia sotto l'amministrazione Bush che quella Obama per un totale di 92 mila rapporti del Pentagono; una quantità enorme di documenti da cui emerge un'immagine devastante di quello che è realmente successo in Afghanistan: le truppe che hanno ucciso centinaia di civili in scontri che non sono mai emersi, gli attacchi dei talebani che hanno rafforzato la Nato e stanno alimentando la guerriglia nei vicini Pakistan e Iran. E la conclusione è amara: "Dopo aver speso 300 miliardi di dollari in Afghanistan, gli studenti coranici sono più forti ora di quanto non lo fossero nel 2001".

La reazione della Casa Bianca
. Non si è fatta attendere la dura condanna da parte della Casa Bianca, alla fuga di notizie: "Possono mettere a rischio - ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale di Barack Obama, il generale James Jones- la vita degli americani e dei nostri alleati, e minacciare la nostra sicurezza nazionale". Anche l'ambasciatore del Pakistan negli Stati Uniti, Husain Haqqani, ha manifestato il suo disappunto, definendo "irresponsabile" la pubblicazione del materiale riservato. La Casa Bianca ha anche dichiarato che la diffusione da parte di Wikileaks dei 92mila documenti è una violazione delle leggi federali e rischia di danneggiare le forze armate statunitensi. Il portavoce Robert Gibbs ha spiegato che il presidente Barack Obama è stato avvertito la scorsa settimana dell'imminente pubblicazione dei documenti, dopo che funzionari del governo erano entrati in contratto con alcuni membri di Wikileaks. Il fondatore del portale, Julian Assange, ha fatto sapere che la sua organizzazione è in possesso di ulteriore materiale riservato (migliaia di documenti) sulla guerra americana in Afghanistan. Alla condanna della Casa Bianca si sono uniti Gran bretagna e Pakistan e lo stesso ha fatto il presidente afghano Hamid Karzai, aggiungendo tuttavia che gran parte delle informazioni contenute nei documenti non sono nuove.

Pakistan, amico-nemico
. Dai documenti emerge, tra l'altro, che "il Pakistan, ostentatamente alleato degli Stati Uniti, ha permesso a funzionari dei suoi servizi segreti di incontrare direttamente i capi talebani in riunioni segrete per organizzare reti di gruppi militanti per combattere contro i soldati americani, e perfino per mettere a punto complotti per eliminare leader afghani". Ma c'è di più: nei documenti si legge che "l'intelligence pakistana (Directorate for Inter-Services-Intelligence) lavorava al fianco di al Qaeda per progettare attacchi" e "faceva il doppio gioco". Lontano dai riflettori mediatici, scrive il New York Times, sia l'amministrazione guidata da George W. Bush, sia quella dell'attuale presidente Usa Barak Obama hanno accusato i servizi di intelligence pakistani di complicità negli attacchi in Afghanistan. Funzionari dell'esercito americano hanno anche redatto una lista dei militari e degli agenti segreti pakistani che, a loro avviso, collaboravano con i Talebani. Uno scenario, quindi, completamente in contrasto con l'immagine dell'alleato pakistano presentato al pubblico americano.

E Washington, stando a quanto emerge, sembra voler ignorare il doppio gioco di Islambad. Secondo i documenti citati, anche l'amministrazione Obama, malgrado le roboanti minacce di "intervento diretto" dell'allora candidato democratico alla presidenza, non ha cambiato nulla. Questo mese il segretario di Stato, Hillary Clinton ha annunciato "altri 500 milioni di dollari" in aiuti a Islamabad, definendo Usa e Pakistan "partner uniti da una causa comune".

Accuse respinte al mittente. Informazioni "senza alcuna sostanza". Il Pakistan respinge le accuse contenute nel rapporto d'intellilgence Usa. Hussain Haqqani, ambasciatore pachistano a Washington, citato dall'agenzia di Stato pachistana App ha dichiarato che il rapporto è contrario "alla realtà attuale sul terreno" e riflette "nient'altro che i commenti e le voci diffuse da una sola fonte". Secondo il diplomatico di Islamabad, inoltre, "è irresponsabile far trapelare un rapporto dal terreno ancora non elaborato". Smentendo il rapporto, ha detto l'ambasciatore, le forze armate e i servizi pachistani stanno seguendo una strategia chiara per combattere ed isolare i terroristi che stanno ormai colpendo anche civili e ufficiali pachistani. "Gli Stati Uniti, l'Afghanistan e il Pakistan - ha dichiarato - sono partner strategici e stanno lavorando insieme per sconfiggere al-Qaeda e i suo alleati talebani, militarmente e politicamente".

Karzai: "Niente di nuovo nei documenti"
. Non c'è nulla di particolarmente nuovo, secondo il presidente dell'Afghanistan Hamid Karzai, nei documenti resi disponibili da Wikileaks. Il pensiero di Karzai è stato riportato oggi a Kabul dal suo portavoce, Wahid Omar che, nel corso di una conferenza stampa, ha anche commentato le notizie riguardanti la possibilità che la Coalizione internazionale abbia causato la morte accidentale di una quarantina di civili nella provincia meridionale di Helmand. "Molto di quanto è emerso - ha aggiunto Omar - riguarda le vittime civili e lo sforzo per nasconderle, e il ruolo di certi servizi segreti in Afghanistan. La prima reazione di Karzai - ha proseguito - è stata: 'Guarda che questo non è affatto una cosa nuova'". E poi ha aggiunto: "Ovviamente i documenti contribuiranno a far prendere coscienza all'opinione pubblica internazionale sui due aspetti citati, ma per il resto in tutta questa faccenda non c'è nulla di sorprendente".

Il fondatore di Wikileaks: "Crimini di guerra". ''È compito del buon giornalismo parlare degli abusi di potere, e quando gli abusi di potere sono messi in luce c'è sempre una reazione contraria''. Julian Assange, fondatore del portale Wikileaks, ha dichiarato che le reazioni, le accuse e le polemiche scaturite dopo la diffusione dei file segreti sulla guerra in Afghanistan mostrano come il sito di informazioni stia svolgendo in maniera adeguata la sua missione giornalistica.

Nei documenti, ha aggiunto, "potrebbero esserci prove di crimini di guerra. Starà a un tribunale decidere se qualcosa è un crimine", ha dichiarato. "Detto questo, nel materiale sembrano esserci prove di crimini di guerra".

Wikileaks ha acquisito fama internazionale nel 2009 quando pubblicò i documenti interni della multinazionale Trafigura coinvolta in uo scandalo di rifiuti tossici in Costa d'Avorio. Prima del dossier afgano, lo scoop più sconcertante di Wikileaks è stato un video diffuso ad aprile di quest'anno che mostra un elicottero americano Apache mentre effettua un raid a Baghdad nel 2007. Una decina di civili furono uccisi in quell'attacco, che costò la vita anche a due reporter della Reuters.

La Germania vuole fare luce. "Occorre verificare se effettivamente ci sono nuove notizie nei documenti" ha dichiarato il ministro degli esteri tedesco, Guido Westerwelle, commentando i dati di Wikileaks a margine di una riunione a Bruxelles con gli omologhi europei. Da parte sua, il capo della diplomazia britannica, William Hague si è auspicato che la fuga di notizie sulla situazione in Afghanistan "non avveleni l'atmosfera" sul terreno. "Non ho letto nel dettaglio i documenti, ma non dovrebbero condizionare lo sforzo della comunità internazionale", ha affermato Hague.

(26 luglio 2010)

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