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Usa, 73.000 blog della piattaforma Blogetry oscurati senza preavviso

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200710

Messaggio 

Usa, 73.000 blog della piattaforma Blogetry oscurati senza preavviso




Istruzioni per bombe fatte in casa e liste di persone da assassinare dietro la chiusura improvvisa della piattaforma Blogetry.com
Più di 70.000 blog chiusi da un giorno all’altro, senza spiegazioni. Una decisione motivata dalla richiesta di non meglio precisate “forze dell’ordine”. È successo pochi giorni fa al servizio Blogetry.com, una piattaforma basata su Wordpress e ospitata dal provider americano BurstNet, ed è stato solo dopo la ridda di speculazioni sollevate in Rete ad opera di siti come Cnet e ReadWriteWeb, che si è giunti a fare un minimo di chiarezza sull’accaduto. Manco a dirlo, c’è lo zampino di Al Qaeda; alcuni dei blog ospitati da Blogetry sarebbero stati infatti collegati all’organizzazione e avrebbero contenuto materiale nocivo, come una lista di cittadini americani da eliminare e le istruzioni per creare una bomba fatta in casa.

Secondo quanto riferito a Cnet da Joe Marr, responsabile per lo sviluppo tecnologico di BurstNet, sarebbe stata l’Fbi a segnalare al provider l’esistenza di questi contenuti sulla piattaforma di blog e avrebbe chiesto all’operatore, in base a un protocollo chiamato “Voluntary Emergency Disclosure of Information”, di avere dei dettagli sui soggetti coinvolti.

All’interno della richiesta, l’Fbi avrebbe fatto riferimento una clausola che consente ai provider di chiudere di loro iniziativa i siti coinvolti in situazioni che potrebbero mettere a rischio la vita di cittadini americani. L’impiegato di BurstNet che ha ricevuto la mail, sempre secondo quanto riportato da Marr, si sarebbe dimostrato più realista del re, arrivando addirittura a oscurare il server, cosa che l’Fbi non avrebbe avuto il potere di imporre senza passare attraverso un regolare mandato.

Insomma, BurstNet avrebbe agito senza essere costretto a farlo, spinto anche dal fatto che pure in passato Blogetry si era distinta per violazioni delle condizioni d’utilizzo del servizio di hosting. Da ulteriori indagini dei colleghi di Cnet, pare che il materiale contenuto nei blog e riconducibile ad Al Qaeda fosse in parte collegato al magazine online “Inspire” segnalato da più parti, negli ultimi tempi, come sito di reclutamento per aspiranti membri dell’organizzazione terroristica.

In tutto questo ginepraio, rimangono parecchi punti oscuri e vari aspetti che lasciano perplessi. In primis, chi risarcisce i 69.999 ignari e innocenti utenti di Blogetry che hanno visto da un giorno all’altro i loro siti sparire dalla Rete? È giusto, per punirne uno, castigarne migliaia? E come definire il comportamento di BurstNet, che ha aspettato dieci giorni prima di rilasciare una – stringata – dichiarazione sull’accaduto?

A complicare ancor più le cose, c’è il fatto che una settimana dopo la chiusura di Blogetry, un altro servizio simile ma ospitato da un altro provider, la bacheca di annunci e messaggi Ipbfree.com. è stato bruscamente oscurato. Anche qui da un giorno all’altro. Anche qui senza spiegazioni. Gli amministratori del sito hanno affermato di essere "obbligati per legge" al silenzio.
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