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Mediterraneo, nasce la scuola dei manager
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Mediterraneo, nasce la scuola dei manager
Mediterraneo, nasce la scuola dei manager "Così creiamo gli imprenditori di domani"
I finanziamenti garantiti dal Ministero degli Esteri, dall'Ice e dalla Regione. Lezioni a villa Cattaneo dell'Olmo, sede della Fondazione Ansaldo
Sono le eccellenze universitarie della sponda africana del Mediterraneo. E insieme ai loro colleghi italiani da grandi vogliono fare impresa. Li ha riuniti per la prima volta un uomo che di imprese, nella sua vita, ne ha fatte tante. Già manager pubblico al timone dell'Ansaldo e dell'Ilva, oggi Giovanni Gambardella è un imprenditore privato con il desiderio mai sopito di "formare" le nuove generazioni di uomini e donne del business.
Il veicolo per questa inedita sfida mediterranea presentata ufficialmente a Villa Cattaneo dell'Olmo, sede della Fondazione Ansaldo, è la scuola d'impresa Arpa, che Gambardella ha costituito ormai una dozzina d'anni fa. Così, dopo aver formato all'impresa circa duecento giovani laureati (oggi tutti regolarmente occupati), la scuola genovese voluta da Giovanni Gambardella e diretta da Cristina Chiaiso ha deciso di allargare i suoi confini e di guardare all'altra sponda del Mediterraneo, selezionando 24 allievi provenienti da Algeria, Egitto, Libia, Marocco, Tunisia e ovviamente Italia.
Neolaureati con spiccati interessi verso gli aspetti della gestione d'impresa, questi studenti hanno già iniziato a fine giugno il loro master, completamente pagato dalle aziende e dagli sponsor. Fino alla metà di gennaio continueranno con i seminari in aula e gli incontri in azienda, prima di affrontare l'esperienza imprenditoriale, presso le aziende che vorranno scommettere su di loro, o direttamente in proprio. A lanciare l'edizione 2010 del corso, una tavola rotonda coordinata dal rettore dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, Massimo Giovannini.
L'idea della scuola viene a Giovanni Gambardella alla fine degli anni Novanta. All'inizio si pensa a un progetto che possa essere legato alla pubblica amministrazione, ma ben presto si vira sulla creazione d'impresa. Anno dopo anno la scuola cresce, non tanto per numero d'adesioni, quanto per prestigio, affermandosi come una delle prime realtà in Italia.
Il salto arriva nell'ultima edizione, quella scattata a fine giugno e ufficialmente inaugurata ieri pomeriggio. Dopo una missione di Gambardella sulla sponda nordafricana, si tirano le somme dell'iniziativa e si coinvolgono il ministero degli Esteri, l'Ice e la Regione Liguria, attraverso Liguria International, il braccio operativo dell'ente a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese. Finmeccanica mette a disposizione la sede, i locali di villa Cattaneo dell'Olmo gestiti dalla Fondazione Ansaldo. La scuola si lega all'università Mediterranea di Reggio Calabria e con Benecon, il consorzio di sviluppo partecipato dalle quattro università della Campania.
Con i nuovi finanziamenti ci si può fare carico anche degli studenti che arrivano dall'Africa (il corso è interamente a carico della scuola). Le lezioni partono a fine giugno, ma guai a pensare alla tradizione dei nostri atenei. Intanto, le lezioni si tengono in inglese. E poi sui banchi della scuola si alternano insegnanti un po' particolari, professionisti, manager, imprenditori. Si parla di come creare imprese, di come muoversi in azienda, di vecchi e nuovi modelli. Come la settimana scorsa, quando alla lezione si è presentata in cattedra Viviana Queirolo, imprenditrice e manager originaria di Rapallo, formatasi all'Ansaldo e all'Ilva, con esperienze negli Stati Uniti, che ha tenuto le sue tre ore di lezione chiamando gli studenti a discutere di vecchi e nuovi modi di "intraprendere". Come testo di approfondimento, cinque fotografie. E nulla di più.
"Io credo che poter trasmettere i fondamentali d'impresa attraverso laboratori e progetti sia la formula più azzeccata - chiude Gambardella - Questo è il nostro metodo di lavoro, un percorso formativo che si conclude con un periodo di stage in azienda o presso le amministrazioni. La scuola assicura un tutoraggio personalizzato e la presenza di mediatori marittimi favorisce l'integrazione fra i partecipanti". repubblica
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I finanziamenti garantiti dal Ministero degli Esteri, dall'Ice e dalla Regione. Lezioni a villa Cattaneo dell'Olmo, sede della Fondazione Ansaldo
Sono le eccellenze universitarie della sponda africana del Mediterraneo. E insieme ai loro colleghi italiani da grandi vogliono fare impresa. Li ha riuniti per la prima volta un uomo che di imprese, nella sua vita, ne ha fatte tante. Già manager pubblico al timone dell'Ansaldo e dell'Ilva, oggi Giovanni Gambardella è un imprenditore privato con il desiderio mai sopito di "formare" le nuove generazioni di uomini e donne del business.
Il veicolo per questa inedita sfida mediterranea presentata ufficialmente a Villa Cattaneo dell'Olmo, sede della Fondazione Ansaldo, è la scuola d'impresa Arpa, che Gambardella ha costituito ormai una dozzina d'anni fa. Così, dopo aver formato all'impresa circa duecento giovani laureati (oggi tutti regolarmente occupati), la scuola genovese voluta da Giovanni Gambardella e diretta da Cristina Chiaiso ha deciso di allargare i suoi confini e di guardare all'altra sponda del Mediterraneo, selezionando 24 allievi provenienti da Algeria, Egitto, Libia, Marocco, Tunisia e ovviamente Italia.
Neolaureati con spiccati interessi verso gli aspetti della gestione d'impresa, questi studenti hanno già iniziato a fine giugno il loro master, completamente pagato dalle aziende e dagli sponsor. Fino alla metà di gennaio continueranno con i seminari in aula e gli incontri in azienda, prima di affrontare l'esperienza imprenditoriale, presso le aziende che vorranno scommettere su di loro, o direttamente in proprio. A lanciare l'edizione 2010 del corso, una tavola rotonda coordinata dal rettore dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, Massimo Giovannini.
L'idea della scuola viene a Giovanni Gambardella alla fine degli anni Novanta. All'inizio si pensa a un progetto che possa essere legato alla pubblica amministrazione, ma ben presto si vira sulla creazione d'impresa. Anno dopo anno la scuola cresce, non tanto per numero d'adesioni, quanto per prestigio, affermandosi come una delle prime realtà in Italia.
Il salto arriva nell'ultima edizione, quella scattata a fine giugno e ufficialmente inaugurata ieri pomeriggio. Dopo una missione di Gambardella sulla sponda nordafricana, si tirano le somme dell'iniziativa e si coinvolgono il ministero degli Esteri, l'Ice e la Regione Liguria, attraverso Liguria International, il braccio operativo dell'ente a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese. Finmeccanica mette a disposizione la sede, i locali di villa Cattaneo dell'Olmo gestiti dalla Fondazione Ansaldo. La scuola si lega all'università Mediterranea di Reggio Calabria e con Benecon, il consorzio di sviluppo partecipato dalle quattro università della Campania.
Con i nuovi finanziamenti ci si può fare carico anche degli studenti che arrivano dall'Africa (il corso è interamente a carico della scuola). Le lezioni partono a fine giugno, ma guai a pensare alla tradizione dei nostri atenei. Intanto, le lezioni si tengono in inglese. E poi sui banchi della scuola si alternano insegnanti un po' particolari, professionisti, manager, imprenditori. Si parla di come creare imprese, di come muoversi in azienda, di vecchi e nuovi modelli. Come la settimana scorsa, quando alla lezione si è presentata in cattedra Viviana Queirolo, imprenditrice e manager originaria di Rapallo, formatasi all'Ansaldo e all'Ilva, con esperienze negli Stati Uniti, che ha tenuto le sue tre ore di lezione chiamando gli studenti a discutere di vecchi e nuovi modi di "intraprendere". Come testo di approfondimento, cinque fotografie. E nulla di più.
"Io credo che poter trasmettere i fondamentali d'impresa attraverso laboratori e progetti sia la formula più azzeccata - chiude Gambardella - Questo è il nostro metodo di lavoro, un percorso formativo che si conclude con un periodo di stage in azienda o presso le amministrazioni. La scuola assicura un tutoraggio personalizzato e la presenza di mediatori marittimi favorisce l'integrazione fra i partecipanti". repubblica
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