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L'Africa uscirà dalla povertà grazie a donne piu' istruite
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090710
L'Africa uscirà dalla povertà grazie a donne piu' istruite
Le previsioni sulla popolazione dell'Africa innalzano le prospettive di un rinascimento economico per il continente. Sud Africa, Algeria, Costa d'Avorio, Ghana, Camerun e Nigeria - le nazioni che hanno partecipato ai mondiali di calcio - sono chiari esempi delle sfide che il continente africano dovrà fronteggiare come pure delle opportunità che ha davanti. «Dal punto di vista demografico, gli stati africani avranno un'opportunità storica negli anni a venire di sconfiggere la povertà - a condizione che vengano intraprese le corrette azioni», commenta il professor Michael Heise, chief economist and head of corporate development di Allianz, riassumendo i risultati dell'ultimo «Allianz Demographic Pulse».
Le sei nazioni africane che hanno partecipato ai Mondiali sono fra gli Stati più popolosi dell'Africa. Tuttavia differiscono notevolmente nelle dimensioni: i 158 milioni di nigeriani sono tre volte tanto gli abitanti dello stato che ospita i mondiali, secondo l'ultimo censimento circa 50 milioni di persone. Ma anche sotto altri aspetti il continente africano è caratterizzato da enormi differenze fra le nazioni del nord e del sud da un lato e quelle centro-africane dall'altro, in particolare in termini di tassi di natalità, prosperità e istruzione.
Esiste una correlazione fra la prosperità delle varie nazioni africane e il loro tasso di natalità: più alto il prodotto interno lordo pro capire, più basso il tasso di natalità medio. Mentre la maggior parte della nazioni africane con un Pil pro capite inferiore a 1000 dollari Usa ha tassi di natalità superiori a 5 bambini per donna, nelle più ricche nazioni del Nord e del Sud, come Egitto, Algeria, Marocco, Botswana e Sud Africa il tasso scende a meno di 3 bambini per donna. La relazione fra tassi di natalità e prosperità non si applica solo ai paesi emergenti. La stessa relazione la si trova se si compara il Pil pro capite e i tassi di natalità delle nazioni di tutto il mondo - persino in maniera più netta. Le nazioni più ricche come Svizzera, Germania e Giappone hanno anche il tasso di natalità più basso.
C'è una chiara relazione causale fra la prosperità e il tasso di natalità. I tassi di natalità spesso seguono, con un certo lasso di tempo, lo sviluppo economico.
Dato che la cura dei bambini rimane di competenza delle donne nella maggior parte dei paesi, a più alti livelli di istruzione conseguono più bassi tassi di natalità. Le donne nella nazioni africane con più alto tasso di analfabetismo tendono ad avere più figli rispetto alle nazioni con un tasso di analfabetismo più basso tra le donne. Ad esempio in Sud Africa dove circa il 90% delle donne è in grado di leggere e di scrivere, il tasso di natalità è di 2,5 bambini per donna, mentre in Ciad, dove il tasso analfabetismo fra le donne è dell'80% il rapporto è di 6,3 bambini per donna.
«Negli ultimi anni, la maggior parte dei Paesi africani ha investito in maniera crescente nella formazione di ragazze e di giovani donne. Un esempio è la Nigeria, un paese in cui il tasso di analfabetismo è del 71,5% tra gli uomini, ma del 48,8% tra le donne. La Nigeria ha nel frattempo posto maggiormente l'accento sulla formazione delle ragazze con il dichiarato obiettivo di abbassare il tasso di natalità di almeno 0,6 figli per donna ogni cinque anni", spiega il professor Heise. Alla luce di questi incoraggianti sviluppi, le Nazioni Unite, tra gli altri, assumono che la tendenza al ribasso dei tassi di natalità in Africa è destinata a continuare.
Da un punto di vista demografico lo scenario è sicuramente impostato per una ripresa economica, in particolare nel nord e nel sud del continente. Nei prossimi anni l'Africa avrà l'opportunità unica di sconfiggere la povertà. La conseguenza del calo delle nascite in una società con una tradizione di molti figli per ogni donna è che nei decenni successivi la percentuale di persone con un lavoro retribuito nella popolazione aumenterà. Come risultato, il «segmento produttivo» della società dovrà prendersi cura di un numero significativamente inferiore di persone «a carico», cioè bambini e anziani. In questo contesto Allianz Demographic Pulse parla di un «dividendo demografico». Naturalmente questo richiederà una maggiore stabilità politica e ulteriori progressi sulla strada delle riforme economiche.
Conclude il professor Heise: «Le nazioni occidentali hanno tutte le ragioni per mettere il loro peso dietro a queste iniziative: un'Africa prospera può aiutare molto a compensare su scala mondiale gli effetti dell'invecchiamento della società. È nel nostro interesse dedicare tutta la nostra attenzione all'Africa, non solo quanto ospita la Coppa del Mondo».
Per il gruppo assicurativo tedesco Allianz il continente africano è un mercato importante di crescita futura con potenzialità e opportunità diverse a livello regionale. Al 31 dicembre 2009, la società aveva 444 dipendenti in Africa. Allianz è presente in: Egitto, Costa d'Avorio, Camerun, Senegal, Burkina Faso, Mali, Togo, Benin, Repubblica Centrafricana, Madagascar e Ghana. Oltre alla vendita di assicurazioni Danni, assicurazioni Vita e altri prodotti, Allianz è pioniere nelle politiche di micro-insurance. Queste politiche offrono protezione contro i rischi di base per le famiglie più povere, soprattutto nei paesi emergenti. Sono offerti prevalentemente in partnership con Ong locali (organizzazioni non governative).
ilgiornale.it
Le sei nazioni africane che hanno partecipato ai Mondiali sono fra gli Stati più popolosi dell'Africa. Tuttavia differiscono notevolmente nelle dimensioni: i 158 milioni di nigeriani sono tre volte tanto gli abitanti dello stato che ospita i mondiali, secondo l'ultimo censimento circa 50 milioni di persone. Ma anche sotto altri aspetti il continente africano è caratterizzato da enormi differenze fra le nazioni del nord e del sud da un lato e quelle centro-africane dall'altro, in particolare in termini di tassi di natalità, prosperità e istruzione.
Esiste una correlazione fra la prosperità delle varie nazioni africane e il loro tasso di natalità: più alto il prodotto interno lordo pro capire, più basso il tasso di natalità medio. Mentre la maggior parte della nazioni africane con un Pil pro capite inferiore a 1000 dollari Usa ha tassi di natalità superiori a 5 bambini per donna, nelle più ricche nazioni del Nord e del Sud, come Egitto, Algeria, Marocco, Botswana e Sud Africa il tasso scende a meno di 3 bambini per donna. La relazione fra tassi di natalità e prosperità non si applica solo ai paesi emergenti. La stessa relazione la si trova se si compara il Pil pro capite e i tassi di natalità delle nazioni di tutto il mondo - persino in maniera più netta. Le nazioni più ricche come Svizzera, Germania e Giappone hanno anche il tasso di natalità più basso.
C'è una chiara relazione causale fra la prosperità e il tasso di natalità. I tassi di natalità spesso seguono, con un certo lasso di tempo, lo sviluppo economico.
Dato che la cura dei bambini rimane di competenza delle donne nella maggior parte dei paesi, a più alti livelli di istruzione conseguono più bassi tassi di natalità. Le donne nella nazioni africane con più alto tasso di analfabetismo tendono ad avere più figli rispetto alle nazioni con un tasso di analfabetismo più basso tra le donne. Ad esempio in Sud Africa dove circa il 90% delle donne è in grado di leggere e di scrivere, il tasso di natalità è di 2,5 bambini per donna, mentre in Ciad, dove il tasso analfabetismo fra le donne è dell'80% il rapporto è di 6,3 bambini per donna.
«Negli ultimi anni, la maggior parte dei Paesi africani ha investito in maniera crescente nella formazione di ragazze e di giovani donne. Un esempio è la Nigeria, un paese in cui il tasso di analfabetismo è del 71,5% tra gli uomini, ma del 48,8% tra le donne. La Nigeria ha nel frattempo posto maggiormente l'accento sulla formazione delle ragazze con il dichiarato obiettivo di abbassare il tasso di natalità di almeno 0,6 figli per donna ogni cinque anni", spiega il professor Heise. Alla luce di questi incoraggianti sviluppi, le Nazioni Unite, tra gli altri, assumono che la tendenza al ribasso dei tassi di natalità in Africa è destinata a continuare.
Da un punto di vista demografico lo scenario è sicuramente impostato per una ripresa economica, in particolare nel nord e nel sud del continente. Nei prossimi anni l'Africa avrà l'opportunità unica di sconfiggere la povertà. La conseguenza del calo delle nascite in una società con una tradizione di molti figli per ogni donna è che nei decenni successivi la percentuale di persone con un lavoro retribuito nella popolazione aumenterà. Come risultato, il «segmento produttivo» della società dovrà prendersi cura di un numero significativamente inferiore di persone «a carico», cioè bambini e anziani. In questo contesto Allianz Demographic Pulse parla di un «dividendo demografico». Naturalmente questo richiederà una maggiore stabilità politica e ulteriori progressi sulla strada delle riforme economiche.
Conclude il professor Heise: «Le nazioni occidentali hanno tutte le ragioni per mettere il loro peso dietro a queste iniziative: un'Africa prospera può aiutare molto a compensare su scala mondiale gli effetti dell'invecchiamento della società. È nel nostro interesse dedicare tutta la nostra attenzione all'Africa, non solo quanto ospita la Coppa del Mondo».
Per il gruppo assicurativo tedesco Allianz il continente africano è un mercato importante di crescita futura con potenzialità e opportunità diverse a livello regionale. Al 31 dicembre 2009, la società aveva 444 dipendenti in Africa. Allianz è presente in: Egitto, Costa d'Avorio, Camerun, Senegal, Burkina Faso, Mali, Togo, Benin, Repubblica Centrafricana, Madagascar e Ghana. Oltre alla vendita di assicurazioni Danni, assicurazioni Vita e altri prodotti, Allianz è pioniere nelle politiche di micro-insurance. Queste politiche offrono protezione contro i rischi di base per le famiglie più povere, soprattutto nei paesi emergenti. Sono offerti prevalentemente in partnership con Ong locali (organizzazioni non governative).
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