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Nonna Lucia, mena scippatore marocchino e lo deruba

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240610

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Nonna Lucia, mena scippatore marocchino e lo deruba




Lucia R, classe 1922, mamma di una figlia, una vita da casalinga, s’è tolta una bella soddisfazione. Ieri alle 13, in una traversa di corso Vercelli, se ne stava tranquilla sul marciapiede in attesa del genero, che doveva riaccompagnarla a casa, nel suo alloggio di zona San Donato. Sempre in ordine, la borsetta a tracolla e la catenina d’oro al collo, un crocefisso, «caro ricordo di famiglia». Un giovane marocchino, jeans e maglietta nera, occhiali da sole tipo Persol, s’è avvicinato a nonna Lucia. Le ha detto qualcosa di incomprensibile che l’anziana, se non altro per educazione, ha tentato di capire. «Credevo che quel signore volesse chiedermi un’informazione, sull’ora o sulla viabilità, invece...». Invece, con un gesto rapido, il nordafricano le ha strappato la catenina. Non s’è persa d’animo, l’ottantottenne. Ha reagito e, con uno spintone, quasi una mossa - non studiata - di lotta giapponese, lo ha fatto cadere a terra.
Giusto il tempo di recuperare la collana e, nella foga, pure gli occhiali da sole del rapinatore.

I familiari sono arrivati dopo pochi minuti e si sono subito accorti che era accaduto qualcosa di spiacevole. Nonna Lucia era spaventata, appena un po’ e, soprattutto, indignata per «quello cbe può accadere a una persona sola, anziana e indifesa, in una strada qualsiasi». Qualche ora dopo, nel suo alloggio nel quartiere San Donato, Lucia R. è seduta nel salotto di casa. Davanti a lei ci sono gli occhiali da sole del rapinatore. « E’ un “regalo” non gradito, ci terrei a restituirglieli e a insegnargli anche, se mai fosse possibile, a rinunciare a quel tipo di vita». Lucia R. non ricorda bene i lineamenti e la fisionomia del suo aggressore. «In quel momento ero sola, in strada c’erano pochi passanti. Nessuno mi ha aiutata, ho visto quello fuggire, poi per fortuna sono stata soccorsa dalla mia famiglia». Spaventata? Un poco, ovviamente. Ma soprattutto decisa a denunciare i pericoli che corrono le persone sole: «In pieno giorno, in strade attraversate da un traffico convulso, possono accadere anche fatti del genere. Tutto per pochi spiccioli e una catenina che ha valore solo per me».

Gli occhiali da sole sono lì, simbolo di una delle tante aggressioni, vittime gli anziani. L’energica Lucia continua ad osservarli. Forse un utile reperto per la polizia, che ha avviato le indagini, chissà mai che non ci siano le impronte dell’aextracomunitario nella banca-dati del ministero degli Interni.
«Mia madre è stata coraggiosa e ha avuto una notevole prontezza di riflessi - dice la figlia, superato il primo choc - ma penso a tutti gli anziani o ai disabili rapinati per strada, magari con successo, abbandonati senza aiuto. Ci vorrebbe più severità contro gli autori di questo tipo di reati. E più controlli nei quartieri più a rischio».


http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/253342/

Incapervinca
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