Connessione
AVVISO
Questo è un sito composto da un forum che contiene una raccolta di notizie pubblicate nel web principalmente sul Marocco.
Il forum è generico, di lettura, approfondimento e intrattenimento.
Gli utenti registrati possono commentare ed usufruire della ricerca avanzata.
La community Italiana in Marocco è gestita gratuitamente e non ha scopo di lucro.
Non si danno informazioni turistiche né di altro genere.
E' vietata la pubblicità
Grazie per la visita.Ultimi argomenti
Chi è in linea
In totale ci sono 11 utenti in linea :: 0 Registrato, 0 Nascosto e 11 Ospiti Nessuno
Il numero massimo degli utenti in linea è stato 113 il 19.12.10 19:49
Statistiche
Abbiamo 289 membri registratiL'ultimo utente registrato è castino
I nostri membri hanno inviato un totale di 5477 messaggi in 4150 argomenti
Seguimi su Twitter
Il forum Italiana in Marocco sostiene questo sito sull’autismo e la Sindrome di Asperger
Disclaimer
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
Se doveste riconoscere del materiale di vostra proprietà non esitate a contattarci per rimuoverlo o per richiedere il legittimo riconoscimento.
Gli articoli pubblicati potrebbero non riflettere l'opinione dei gestori del sito. Avvisi viaggiare sicuri
Fez, per scoprirla occorre perdersi
Pagina 1 su1 • Condividere •
020610
Fez, per scoprirla occorre perdersi
Lasciate a casa la cartina e, semplicemente, perdetevi. Il consiglio che danno gli amanti di Fes è sempre lo stesso. Una raccomandazione che suona strana al viaggiatore di oggi, con i suoi tempi compressi, i suoi "da non perdere" e la sua macchina fotografica d'ordinanza: una raccomandazione che tuttavia chi è stato a Fes non potrà non condividere. Non c'è qualcosa da vedere a Fes, e se ci fosse non lo trovereste indicato con facilità sulle guide. Fes è un mondo, tutto da scoprire: difficilmente ci riuscirete da soli. Potreste girare per ore e trovare tutti i punti indicati sulle cartine per i turisti, ma nulla eguaglierà il piacere di una passeggiata accompagnati da chi questa città la conosce davvero: quando le chiavi gireranno nelle toppe di porte consumate e uno dietro all'altro si sveleranno cortili, marmi, fontane e giardini, avrete scoperto l'anima di Fes. In alternativa, fate una camminata senza meta nei vicoli della città vecchia, con gli occhi aperti a sbirciare la vita che li affolla.
di questa città - o meglio della sua Medina, la parte vecchia: Fes infatti si divide rigorosamente fra la Città nuova, dove sono la stazione e il Palazzo reale, e quella antica - sta nel fatto di essere rimasta un luogo vivo dove la gente lavora, abita, conduce asini, va a scuola e a lavorare. Dimenticate Marrakech e i suoi ammiccamenti. Fes non è chic e non è cool, ma discreta e spirituale. È vera. Un dato economico vi dice quanto: la voce principale nell'economia non è il turismo ma l'artigianato. Nelle botteghe gli oggetti che troverete esposti in tutto il Marocco non sono solo in vendita: qui nascono, che sia nei cortili dove si lavora il legno o i metalli oppure nelle botteghe dei ceramisti fuori dalla città vecchia. O anche nel luogo più fotografato della città, quel suq dei conciatori dove ogni visitatore finisce prima o poi per arrivare.
Per iniziare a perdervi nella Medina il luogo migliore è Bab Boujeloud, la porta principale della città: da qui una serie di strade in discesa portano dentro la città vecchia. All'inizio della visita sarete avvicinati dalle "false guide" che perseguitano i visitatori: ci vuole solo un po' di tenacia per allontanarle. La prima tappa è la madrasa al-Attarin, una delle più antiche scuole coraniche della città e, ad oggi, la meglio conservata: il cortile con la fontana accoglie i visitatori, che poi possono vagare in quelle che erano le stanze degli studenti. A poca distanza c'è la moschea Karouine, che fu una delle maggiori università dell'Islam: ai non musulmani l'accesso non è consentito, ma le porte sono sempre lasciate aperte per guardare. Fra i due edifici le botteghe artigianali si susseguono senza fine: scarpe, babucce, collane, ceramiche e sarti pronti a cucire una djellaba in mezza giornata. Intorno alla moschea hanno il sopravvento quelle di candele, di ogni grandezza e colore.
La moschea e la madrasa non sono gli unici edifici degni di nota: fra i percorsi colorati creati dalla municipalità di Fes per aiutare il visitatore ad orientarsi, uno è riservato alle antiche case. Anche chi non lo segue potrà comunque affacciarsi alla Dar Mnebhi, uno dei più palazzi più antichi, oggi ristorante di lusso: dal tetto c'è una bella vista. Più giù, verso le porte che conducono fuori dalla Medina, ci sono altri due tesori: il Museo Nejjarin e la fontana con lo stesso nome. Il museo è ospitato in un antico caravanserraglio poi trasformato in commissariato di polizia. Oggi l'interno è un'ode all'arte degli ebanisti di Fes nelle sue diverse applicazioni: dagli oggetti di uso comune a quelli più raffinati. Sul tetto, un piccolo bar permette di riposare e godere un bicchiere di tè alla menta. Una volta fuori, fermatevi alla fontana, restaurata da poco. E poi dagli artigiani del legno: si raccolgono ancora intorno a questa piazza. Sono proprio le loro botteghe a raccontare perché questa città sia così speciale: da secoli sono sempre allo stesso posto, così come lo è il suq dei conciatori poco lontano. Con le sue vasche colorate è l'attrazione turistica numero uno della città, quella che sta in tutte le cartoline ma resta, principalmente, un luogo di lavoro.
Da qui in avanti non vi resta che - di nuovo - perdervi: per giardini o per botteghe. Scoprirete che non tutto è rose e fiori: i pullman di turisti in calzoncini e canottiera non risparmiano la Medina. Negli ultimi anni i riad - antiche case ristrutturate e diventate hotel - si sono moltiplicati: i cartelli ne segnalano ovunque. Eppure Fes resiste, come solo certe vecchie nobili signore sanno fare. Per difendersi accoglie i visitatori superficiali con il suo lato peggiore: caos, cattivi odori, false guide. La città vera, quella segreta, è riservata a chi non si fa ingannare dal primo sguardo.
http://viaggi.repubblica.it/articolo/fez-per-scoprirla-occorre-perdersi/221321/1
di questa città - o meglio della sua Medina, la parte vecchia: Fes infatti si divide rigorosamente fra la Città nuova, dove sono la stazione e il Palazzo reale, e quella antica - sta nel fatto di essere rimasta un luogo vivo dove la gente lavora, abita, conduce asini, va a scuola e a lavorare. Dimenticate Marrakech e i suoi ammiccamenti. Fes non è chic e non è cool, ma discreta e spirituale. È vera. Un dato economico vi dice quanto: la voce principale nell'economia non è il turismo ma l'artigianato. Nelle botteghe gli oggetti che troverete esposti in tutto il Marocco non sono solo in vendita: qui nascono, che sia nei cortili dove si lavora il legno o i metalli oppure nelle botteghe dei ceramisti fuori dalla città vecchia. O anche nel luogo più fotografato della città, quel suq dei conciatori dove ogni visitatore finisce prima o poi per arrivare.
Per iniziare a perdervi nella Medina il luogo migliore è Bab Boujeloud, la porta principale della città: da qui una serie di strade in discesa portano dentro la città vecchia. All'inizio della visita sarete avvicinati dalle "false guide" che perseguitano i visitatori: ci vuole solo un po' di tenacia per allontanarle. La prima tappa è la madrasa al-Attarin, una delle più antiche scuole coraniche della città e, ad oggi, la meglio conservata: il cortile con la fontana accoglie i visitatori, che poi possono vagare in quelle che erano le stanze degli studenti. A poca distanza c'è la moschea Karouine, che fu una delle maggiori università dell'Islam: ai non musulmani l'accesso non è consentito, ma le porte sono sempre lasciate aperte per guardare. Fra i due edifici le botteghe artigianali si susseguono senza fine: scarpe, babucce, collane, ceramiche e sarti pronti a cucire una djellaba in mezza giornata. Intorno alla moschea hanno il sopravvento quelle di candele, di ogni grandezza e colore.La moschea e la madrasa non sono gli unici edifici degni di nota: fra i percorsi colorati creati dalla municipalità di Fes per aiutare il visitatore ad orientarsi, uno è riservato alle antiche case. Anche chi non lo segue potrà comunque affacciarsi alla Dar Mnebhi, uno dei più palazzi più antichi, oggi ristorante di lusso: dal tetto c'è una bella vista. Più giù, verso le porte che conducono fuori dalla Medina, ci sono altri due tesori: il Museo Nejjarin e la fontana con lo stesso nome. Il museo è ospitato in un antico caravanserraglio poi trasformato in commissariato di polizia. Oggi l'interno è un'ode all'arte degli ebanisti di Fes nelle sue diverse applicazioni: dagli oggetti di uso comune a quelli più raffinati. Sul tetto, un piccolo bar permette di riposare e godere un bicchiere di tè alla menta. Una volta fuori, fermatevi alla fontana, restaurata da poco. E poi dagli artigiani del legno: si raccolgono ancora intorno a questa piazza. Sono proprio le loro botteghe a raccontare perché questa città sia così speciale: da secoli sono sempre allo stesso posto, così come lo è il suq dei conciatori poco lontano. Con le sue vasche colorate è l'attrazione turistica numero uno della città, quella che sta in tutte le cartoline ma resta, principalmente, un luogo di lavoro.
Da qui in avanti non vi resta che - di nuovo - perdervi: per giardini o per botteghe. Scoprirete che non tutto è rose e fiori: i pullman di turisti in calzoncini e canottiera non risparmiano la Medina. Negli ultimi anni i riad - antiche case ristrutturate e diventate hotel - si sono moltiplicati: i cartelli ne segnalano ovunque. Eppure Fes resiste, come solo certe vecchie nobili signore sanno fare. Per difendersi accoglie i visitatori superficiali con il suo lato peggiore: caos, cattivi odori, false guide. La città vera, quella segreta, è riservata a chi non si fa ingannare dal primo sguardo.
http://viaggi.repubblica.it/articolo/fez-per-scoprirla-occorre-perdersi/221321/1

Incapervinca- Admin
-
Numero di messaggi: 5492
Data d'iscrizione: 22.04.09
Località: Marocco
Permesso del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum

» Marocco: Ministro, più esportazioni mercati arabi e africani
» Sviluppo caotico e ricchezza per pochi
» Marocco: azienda call center Intelcia si espande in Francia
» Progetto Loukkos, fibra ottica tra Spagna e Marocco
» Spagna: aumentano migranti dal Magreb, meno sub-sahariani
» Une vague de froid polaire frappe le Maroc
» Nouvelles émeutes à Taza, 150 blessés
» Sex-toys, plaisir (presque) interdit des Marocains
» Marocco: "Le village" storico locale gay a Casablanca